Olocausto e Shoah non sono la stessa cosa: l’errore che tutti commettiamo

La differenza di significato tra le due parole Olocausto e Shoah: non sono la stessa cosa, anche se tutti le utilizzano in maniera erronea

Oggi, 27 gennaio, ricorre il Giorno della Memoria, commemorazione istituita nel 2005 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite in ricordo e in onore delle vittime della persecuzione nazista. Una giornata di dolore, per non dimenticare gli atroci crimini di cui l’essere umano si è macchiato, nei confronti di innocenti massacrati senza alcuna pietà. Ma, come spesso accade dinanzi a eventi storici, si verifica spesso una certa confusione, che non risparmia nemmeno le voci più autorevoli che ascoltiamo in tv o in radio. Quella, cioè, che sovrappone i termini Olocausto e Shoah, utilizzati spesso in maniera indistinta, come se stessero a significare la medesima cosa. Così non è, dal momento che a differenza è sostanziale. Sono associate entrambe allo sterminio nazista degli ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale, ma non è proprio così.

Olocausto e Shoah non sono la stessa cosa: la differenza di significato e l’etimologia delle due parole

La differenza riguarda sia il significato dei due termini che, quindi, la loro etimologia, ovvero la loro provenienza, innanzitutto linguistica. La parola ‘Olocausto’ proviene dal termine greco ‘holókauston‘, che sta a significare un “sacrificio bruciato interamente” offerto a Dio. Va da sé, quindi, che questa parola ha un’accezione fortemente religiosa, poiché rimanda a un rituale volontario offerto agli dei.
‘Shoah’, invece, deriva da un’altra lingua, e cioè dall’ebraico. Significa letteralmente ‘catastrofe‘ o ‘distruzione totale‘, ed evoca, dunque, un evento devastante, che rade al suolo ogni cosa. Non ci sono affatto, nel termine ‘shoah’, dunque, rimandi religiosi.

Olocausto

Ecco perché la parola ‘shoah’ è più indicata per parlare del genocidio di circa sei milioni di persone ebree da parte della dittatura nazista, avvenuto tra il 1939 e il 1945. Ed è anche la parola preferita, rispetto a ‘olocausto’ dagli studiosi per definire, appunto, la tragedia umana che ha colpito esclusivamente il popolo ebreo.
Se poi ci si riferisce allo sterminio, non solo degli ebrei, ma anche di diverse minoranze ed etnie, come omosessuali, rom, prigionieri di guerra, testimoni di Geova e disabili, per un totale di circa 11-17 milioni di vittime delle politiche razziste naziste, allora si usa il termine ‘olocausto’.

Tuttavia, molti storici ebrei preferiscono sempre utilizzare ‘shoah’, dal momento che esclude l’accezione divina, percepita inappropriata per un crimine commesso, invece, dall’uomo. ‘Olocausto’, invece, viene utilizzato di solito in contesti non ebraici o generali, anche se è una parola che di frequente viene criticata proprio per la sua dimensione teologica, che in qualche modo minimizza l’orrore voluto da Hitler e perpetrato dai suoi seguaci.