Fabrizio Corona, la verità dietro il personaggio: una ‘formazione’ ricca di sorprese

Fabrizio Corona, la sua formazione familiare rivela molto sul suo personaggio:

Un personaggio sempre al centro delle cronache, da ormai oltre un ventennio. Dell’arte del far parlare di sé, Fabrizio Corona è un vero e proprio maestro, abilissimo nell’orientare l’opinione pubblica, e di creare sempre, vuoi o non vuoi, dibattito. Di lui si parla, di lui la gente comune nutre una notevole curiosità, spesso morbosità: un personaggio senza dubbio controverso, capace di generare opinioni diametralmente opposte. Divisivo, spregiudicato, senza peli sulla lingua: qualcosa che all’utente medio, un po’ pigro, con un pensiero critico non molto sviluppato, piace.

E, da un po’ di mesi a questa parte, Corona è divenuto, inoltre, l’incubo di chi, nel mondo dello spettacolo, nasconde qualche scheletro nell’armadio. Suo, ad esempio, lo scoop che ha rovinato il matrimonio tra Raoul Bova e Rocío Muñoz Morales, con la rivelazione dei presunti tradimenti di lui, e di un interessamento dell’attore che oggi recita in Don Matteo nei confronti di una giovanissima. E da lui è arrivata, anche, la valanga scandalistica che ha sepolto Alfonso Signorini, accusato, da Fabrizio Corona, di alimentare un sistema di favori in cambio di prestazioni sessuali. Il tutto avviene nella cornica di ‘Falsissimo‘, format social inventato dal re dei paparazzi. Che, pur non essendo un giornalista, si muove, tuttavia, con i tempi e le strategie tipiche di questo mestiere. Una formazione che Corona eredita da suo padre, e da suo nonno.

Fabrizio Corona, suo padre Vittorio, suo zio Puccio e suo nonno Aurelio erano tutti giornalisti

In pochi sanno, infatti, che il papà di Fabrizio, Vittorio Corona, scomparso nel 2007, era un famoso giornalista. La sua carriera cominciò a Catania, dove suo padre Aurelio (nonno di Fabrizio) ricopriva il ruolo di capocronista del quotidiano La Sicilia. Anche Vittorio collaborò al quotidiano siciliano, ma ben presto, col trasferimento a Milano, arrivò a posizioni lavorative ben più interessanti. Fu prima caporedattore di Novella 2000, poi vicedirettore del settimanale Annabella, e in seguito di Amica. La svolta avvenne quando, nel 1983, Vittorio Corona entrò in Rai. Qui curò la fondazione di altri due mensili, di cui fu direttore, dallo stile modernissimo.

Fin quando, nel 1991, divenne il vicedirettore di Studio Aperto, voluto da Emilio Fede. Il suo era uno stile provocatorio, assolutamente innovativo, niente a che vedere con i format tradizionali. Un linguaggio che suo figlio, Fabrizio Corona, ha ereditato in pieno. Chapeu, quindi, al re dei paparazzi, per la sua capacità di surfare sempre sulla cresta dell’onda. Ma, certo, con un padre così, ha potuto imparare, e molto, da un punto di vista a dir poco privilegiato.