La colazione di Santo Stefano rappresenta un momento di equilibrio tra recupero e benessere dopo gli eccessi delle festività natalizie
A Santo Stefano, giorno immediatamente successivo alla festività del Natale, assume un significato particolare nel calendario. Dopo il tradizionale di Natale, in cui non ci si risparmia e, anzi, si eccede tra pranzi abbondanti e cene super caloriche, si sente un po’ l’esigenza di disintossicarsi dalla grande abbuffata.
Leggerezza sì, ma senza rinunciare al piacere del cibo. Per questa mattina, meglio scegliere ingredienti genuini ed essenziali, con un approccio che sia in qualche modo più consapevole. Lasciati alle spalle i bagordi delle feste, iniziare la giornata con energia, senza mettere in difficoltà la digestione, aiuta a ristabilire l’equilibrio digestivo, messo a dura prova da portate ipercaloriche, come tutte le tradizioni italiane vogliono.
Mentre la casa è ancora avvolta dall’atmosfera delle feste, è bene cominciare a regolarsi. Anche perché il giorno di Santo Stefano segna un po’ anche il ritorno graduale alle attività quotidiane, ed è così che la colazione è una specie di primo passo verso un approccio più sano all’alimentazione. Vediamo, quindi, cosa è meglio scegliere per la colazione del 26 dicembre.

Santo Stefano alimenti leggeri e nutrienti per il dopo feste
La scelta degli alimenti gioca un ruolo centrale nella colazione di Santo Stefano. Dopo i pasti ricchi di grassi e zuccheri dei giorni precedenti, il corpo beneficia di cibi che apportano nutrienti senza appesantire. Yogurt naturale, frutta fresca di stagione come mele e agrumi, fiocchi d’avena e frutta secca rappresentano ottime opzioni, senza dubbio equilibrate. Energia e fibre utili alla digestione, accompagnate, però, attenzione, dalle giuste bevande.
E quindi sì a tisane depurative a base di finocchio o zenzero, no, ovviamente, a cioccolate calde o latte arricchito da cacao e simili. L’obiettivo, ricordiamo, non è compensare gli eccessi con restrizioni drastiche, ma favorire una transizione graduale verso un’alimentazione più sobria.
Sarebbe, quindi, il caso, di resistere alla tentazione di pandoro e panettone: l’appuntamento con queste prelibatezze è bene rimandarlo, magari, al tardo pomeriggio. Anche perché, di solito, il 26 dicembre è il giorno in cui si consuma quel che è rimasto del pranzo natalizio, col rischio, probabilissimo, di strafare a tavola anche a Santo Stefano. Meglio risparmiarsi, quindi, a colazione, per non ritrovarsi con un brutto mal di stomaco a fine giornata.
