Fichi, qual è la parte migliore del frutto: “Qui c’è il vero tesoro nutrizionale”

No, la parte migliore dei fichi non è la polpa: ecco la rivelazione del nutrizionista sul vero tesoro nutrizionale di questi frutti, e sulle sostanze che contengono.

I fichi sono frutti tipicamente estivi, dal sapore dolce e aromatico, con una polpa morbida e succosa che li rende immediatamente riconoscibili. Dal punto di vista botanico rappresentano le infruttescenze della Ficus carica, coltivata e apprezzata nel Mediterraneo sin dall’antichità. La loro stagione fresca in Italia si concentra tra fine giugno e inizio settembre, con il massimo consumo a luglio e agosto, mentre la versione secca è disponibile durante tutto l’anno. Il profilo organolettico è caratterizzato da una polpa pastosa e leggermente granulosa per la presenza dei semi, con un gusto che ricorda miele e fiori, arricchito da note vegetali delicate. L’essiccazione intensifica la dolcezza, rendendoli particolarmente adatti a preparazioni tradizionali e moderne.

Sul piano nutrizionale, i fichi freschi forniscono circa 50 kcal per 100 grammi, con un contenuto elevato di acqua, zuccheri naturali, fibre e una bassa quota proteica e lipidica. Sono una fonte interessante di minerali come potassio, calcio e fosforo, oltre che di vitamina C, vitamina A, vitamina K e vitamine del gruppo B. La loro composizione li rende frutti energetici ma non eccessivamente calorici. Inseriti in una dieta equilibrata, i fichi offrono benefici per la regolarità intestinale e un apporto naturale di energia, soprattutto durante i mesi più caldi. La ricchezza di fibre e micronutrienti, unita al gusto pieno, li rende uno degli alimenti simbolo dell’estate mediterranea, capaci di unire piacere e nutrizione.

La buccia è la parte migliore dei fichi: la spiegazione dell’esperto

Appurato che i fichi sono nutrienti, è importante ricordare qual è la parte migliore di questi frutti: non la polpa, ma la buccia. È qui che si nasconde il vero tesoro nutrizionale di questi golosissimi frutti, come rivelato da un noto biologo nutrizionista, il dottor Daniele Basta. Molti la scartano, ma la buccia è quella più ricca di fibre e antiossidanti. Soprattutto nei fichi più scuri, in effetti, la buccia contiene la maggior parte dei polifenoli e degli antociani.

Fichi parte migliore
Esperto rivela che la buccia è la parte migliore del fico. (Fonte: Instagram – @nutrizionedanielebasta).

Questi composti sono molto utili, perché aiutano a contrastare lo stress ossidativo, proteggono le nostre cellule e hanno persino effetti antinfiammatori. Inoltre, la buccia è la parte del frutto con la più alta quantità di fibre, le quali rallentano l’assorbimento degli zuccheri, nutrono la microflora intestinale e contribuiscono a un miglior controllo della glicemia. Mangiare il fico intero, spiega quindi il nutrizionista, con tanto di buccia, non solo ci regala più antiossidanti, ma aiuta anche ad avere una risposta glicemica equilibrata, rispetto a quando si mangia solo la polpa. Scartando la buccia, invece, si perde gran parte di questi benefici: rimangono poche fibre, zuccheri, acqua e una quantità inferiore di minerali. Meno fibre, dunque, e meno composti protettivi. Il consiglio è, dunque, quello di lavare per bene il fico, per eliminare residui di polvere o pesticidi, e mangiarlo con la buccia: non ve ne pentirete!