Come si cucinano i samosa, squisito street food indiano: la ricetta è un gioco da ragazzi

Oggi scopriamo come si preparano i samosa, squisito street food indiano: la ricetta di Aurora Cortopassi

Esplorare i sapori del mondo non significa solo gustare piatti nuovi, ma immergersi in storie, tradizioni e modi di vivere completamente diversi dai propri. Ogni boccone racconta qualcosa: l'uso delle spezie in India parla di un clima, una storia coloniale e una medicina millenaria. La semplicità della cucina giapponese riflette un’estetica basata sull’equilibrio e sull’armonia. Ogni piatto tradizionale è il risultato di secoli di scambi culturali, di influenze, di contaminazioni. Aprirsi a nuovi sapori è quindi un atto di apertura mentale.

Scoprire un piatto straniero significa anche imparare a conoscere le abitudini quotidiane di un popolo. Cosa si mangia a colazione in Turchia? Come si celebra un matrimonio in Messico attraverso il cibo? Cosa si serve in un funerale nelle Filippine? Domande che trovano risposte proprio nelle cucine di quei luoghi. La gastronomia è spesso la via più diretta per comprendere la mentalità di una cultura: ci insegna la pazienza, il rispetto per la stagionalità, l’importanza del pasto condiviso. E la cucina può essere anche veicolo di pace, come comunica la ricetta di Aurora Cortopassi, seguitissima content creator.

Che per la sua community ha cucinato i samosa, uno dei più celebri esempi di street food della tradizione indiana: piccoli fagottini di pasta, fritti o cotti al forno, farciti con ripieni speziati e intensamente aromatici. La forma tipica è quella triangolare, ma può cambiare a seconda della zona geografica, assumendo anche configurazioni a cono o a mezzaluna.

Come si cucinano i samosa: la ricetta di Aurora Cortopassi

Quella di Aurora è una rivisitazione, come sottolinea lei stessa. "La sfoglia che racchiude il ripieno si prepara strofinando tra le dita farina e olio e aggiungendo poi sale e acqua fino a formare una palla liscia", scrive la creator. Che fornisce innanzitutto la lista degli ingredienti: "Il mio ripieno è preparto con piselli, anacardi, patate, aglio, spezie e tanta menta fresca".
Formare i samosa è semplicissimo, oltre che ad essere "la parte più divertente: prendiamo delle palline di impasto, le stendiamo, poi le dividiamo a metà e formiamo dei conetti da farcire generosamente con il ripieno. Pizzichiamo i bordi per sigillare, diamo la tipica forma di triangolino e friggiamo fino a doratura".

Il termine "samosa" ha origini persiane: deriva dalla parola sanbosag, che significa letteralmente “triangolo di pasta”. Questi gustosi involucri arrivarono in India grazie ai commercianti provenienti dall’Asia centrale, nel periodo medievale. Con il tempo si sono integrati perfettamente nella cultura gastronomica locale, diventando un emblema della varietà e ricchezza della cucina indiana. Oggi si trovano in tutto il continente asiatico, in molte aree dell’Africa (dove prendono il nome di sambusa) e persino in Europa.

Oltre ad essere un simbolo culinario, i samosa sono estremamente versatili in cucina. Vengono consumati sia come cibo da strada (sono tra gli snack più venduti nelle affollate vie urbane dell’India), che come antipasto o finger food. Ma anche come merenda o spuntino: si gustano volentieri sia caldi che a temperatura ambiente, anche fuori casa.