Hamburger, meglio al sangue o ben cotti? Nutrizionista finalmente chiarisce ogni dubbio

Gli hamburger, che fanno parte della categoria della carne macinata, sono meglio al sangue o ben cotti? Una nutrizionista finalmente svela la verità e chiarisce tutti i dubbi sulla cottura e sui vari tagli della carne.

Mangiare la carne cruda o poco cotta è una pratica che divide gli amanti della carne. Se da un lato una bistecca alla fiorentina al sangue è considerata un piacere culinario per molti, lo stesso discorso non può essere applicato agli hamburger. Ma perché? A spiegarlo in maniera chiara e dettagliata è la nutrizionista nota sui social, in particolare su Instagram, con il nome di "Bilanciamo".

Secondo l’esperta, il rischio principale degli hamburger poco cotti risiede nel processo stesso di macinazione della carne. Durante la macellazione, infatti, la carne può subire contaminazioni batteriche, che si concentrano principalmente sulla superficie del taglio. Nel caso di una bistecca, la cottura della parte esterna è sufficiente per eliminare i batteri e garantire la sicurezza del prodotto.

Hamburger, meglio al sangue o ben cotti? Nutrizionista risponde così

Diverso è il discorso per gli hamburger. Infatti, la nutrizionista, ha spiegato che, tritando la carne, eventuali patogeni presenti sulla superficie vengono distribuiti all’interno della polpetta. Questo, rende insufficiente una semplice cottura superficiale. Infatti, potrebbe aumentar il rischio di infezioni alimentari, tra cui la cosiddetta "malattia dell'hamburger". Questa patologia è causata da un particolare ceppo di Escherichia coli, in grado di produrre una tossina che colpisce l’intestino e i reni, con conseguenze potenzialmente molto serie per la salute.

I sintomi possono variare da diarrea e crampi addominali fino a complicazioni più gravi, soprattutto nei soggetti più vulnerabili come bambini, anziani e persone immunocompromesse. Non mancano, infatti, febbre e anche dolori addominali e persino articolari. La soluzione? Come sottolinea l'esperta e nutrizionista "Bilanciamo", è essenziale cuocere bene gli hamburger, portandoli a una temperatura interna di almeno 70°C, per garantire l’eliminazione dei batteri e ridurre il rischio di infezioni alimentari.

nutrizionista carne
La nutrizionista mentre parla dell'hamburger. Fonte: Instagram

Inoltre, è importante prestare attenzione all’igiene in cucina. Gli strumenti utilizzati per manipolare la carne cruda, come coltelli, taglieri e piatti, devono essere lavati accuratamente per evitare contaminazioni incrociate. È buona norma anche lavarsi sempre le mani dopo aver toccato la carne cruda, per prevenire la diffusione di batteri su altri alimenti o superfici della cucina. Inoltre, quando si va al supermercato, bisogna fare attenzione a cosa si sceglie anche quando si acquista la carne.

Carne di qualità: è sufficiente per evitare il rischio?

Un altro mito da sfatare riguarda la qualità della carne. Anche se si acquista carne fresca e certificata, il rischio di contaminazione non è del tutto azzerato. Il problema, infatti, non è legato esclusivamente alla qualità del prodotto, ma al processo di lavorazione e alla manipolazione della carne. Pertanto, anche un hamburger fatto con carne di altissima qualità dovrebbe sempre essere ben cotto.

Se si desidera un hamburger succoso senza correre rischi, si può optare per cotture che permettano di mantenere la carne morbida senza compromettere la sicurezza alimentare. Ad esempio, si può utilizzare un termometro da cucina per assicurarsi che l’interno dell’hamburger abbia raggiunto la temperatura minima sicura.

Inoltre, è possibile aggiungere ingredienti come verdure, salse o formaggi per mantenere il piatto gustoso senza dover sacrificare la sicurezza. Se amate la carne e volete consumarla in sicurezza, il consiglio degli esperti è chiaro: meglio evitare hamburger al sangue e assicurarsi che siano cotti adeguatamente. La salute viene prima di tutto e, con piccoli accorgimenti, è possibile gustare un buon hamburger senza correre inutili rischi.