Maturità

Maturità 2024: perché la traccia su Rita Levi Montalcini è più attuale che mai

Una delle tracce della Maturità 2024 ha riguardato il testo di un’opera della neurologa, Rita Levi Montalcini: l’Elogio dell’imperfezione. Quest’ultima è parte integrante della crescita umana, poiché ci spinge al cambiamento e al miglioramento di noi stessi

Fogli e penne alla mano, ma soprattutto idee: è ora della prima prova dell'esame di Stato. Con questa possiamo esprimere non solo le nostre conoscenze, ma anche i nostri pensieri più profondi. Tra le tracce, in questa maturità, era presente anche un brano dell'autobiografia di Rita Levi Montalcini, che ha portato i ragazzi a riflettere sull'imperfezione, e a far soffermare gli esaminatori su come essi la vivono di questi tempi.

Ma chi era Rita Levi Montalcini?

Una donna che si è laureata in Medicina e Chirurgia, ed è diventata neurologa e psichiatra, in un periodo in cui per il genere femminile l'emancipazione era quasi nulla. Poiché di origine ebrea, nel periodo delle leggi razziali, è stata costretta a spostarsi continuamente. Condusse diversi esperimenti scientifici, che la portarono a vincere il premio Nobel. L'Elogio dell'imperfezione è l'autobiografia di una delle più importanti personalità scientifiche dello scorso secolo, che con le sue parole riesce ad arrivare fino ai giorni nostri.

In cosa consiste il brano della Maturità? Qual è il suo significato?

La traccia dedicata alla studiosa, fa parte della categoria riguardante il tema di attualità. Questa ha portato gli studenti a riflettere sull'unicità e la fragilità umana, basandosi sul proprio vissuto personale. Nell'opera, l'imperfezione non viene considerata una debolezza, bensì una risorsa necessaria che ci spinge al cambiamento e al miglioramento di noi stessi. La continua ricerca di perfezione, nel mondo contemporaneo, non fa che limitare le persone, rendendo così la loro vita vuota, e piatta.

Essa in realtà è fatta di continui tentativi ed errori, anche nel metodo scientifico, che in realtà ci consentono di apprendere meglio ciò che ci circonda. Sembra scritto proprio per la mania di perfezione in cui attualmente stiamo cadendo, e per la nostra società, che cerca ossessivamente di progredire e nel minor tempo possibile. In questo modo, si finisce per dare il via a una corsa, di cui ci importa solo chi è arrivato per primo al traguardo, senza chiedersi quali emozioni si siano provate. E senza dare modo alla nostra mente di aprirsi completamente.