Maldive, turista chiede il rimborso per la vacanza da incubo: la proposta dell'agenzia di viaggi è inaccettabile

Maldive, turista chiede il rimborso per la vacanza da incubo: la proposta dell'agenzia di viaggi è inaccettabile

Un turista italiano deluso dalla vacanza da incubo alle Maldive ha chiesto un rimborso all'agenzia di viaggi ma ciò che gli hanno offerto non lo ha soddisfatto.

Il cliente di una nota agenzia di viaggi, di cui non possiamo fare il nome per questioni di privacy, ha denunciato sul sito dell'Unione nazionale Consumatori la sua assurda situazione. Il turista italiano ha prenotato una vacanza alle Maldive all-inclusive alla modica cifra di circa 4.000 euro compreso di volo. Vacanza che, però, si è rivelata essere un incubo. Le aspettative da sogno si sono scontrate con una realtà terrificante. L'hotel veniva descritto come una struttura piccola, intima e accogliente sulla spiaggia bianca di una graziosa isoletta. Uno scenario paradisiaco.

Peccato che le cose non stavano esattamente così. Il turista ha denunciato che l'hotel è fatiscente e in stato di abbandono. La camera assegnatagli odorava di muffa edera infestata dalle formiche con la biancheria logora e puzzolente. Nel bagno la situazione era pessima: rubinetti arrugginiti e problemi con la scarico. L'area ristorante non era migliore: i pasti venivano serviti in un locale veranda nel cortile esterno dell'hotel e non sulla spiaggia come promesso inizialmente. "La qualità del cibo era scadente e non facevano neanche i tipici succhi di frutta esotica promessi", ha denunciato il turista italiano. A rendere ancora peggiore il quadro generale, lo stato di abbandono dell'isola e il centro di smaltimento rifiuti a soli 30 metri dall'hotel.

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Vacanza da incubo alle Maldive, la proposta dell'agenzia di viaggi

Il turista, quindi, dopo sole 24 ore, ha contattato il referente dell'agenzia di viaggio per spiegargli la situazione. Il dipendente ha proposto un cambio completamente a carico del turista che, ovviamente, ha rifiutato. Il soggiorno è continuato in quelle condizioni creando "un enorme disagio psico-fisico e trasformando quella che avrebbe dovuto essere una vacanza paradisiaca in un totale incubo". Tornato in Italia, però, il turista ha scritto una e-mail all'agenzia, allegando le fotografie e la documentazione necessarie. L'agenzia, quindi, ha proposto al turista un buono vacanza in una loro struttura di 200€. 

Il turista ha rifiutato anche questa proposta e ha scritto all'Unione Nazionale Consumatori affinché i suoi diritti vengano garantiti. Insomma, la richiesta del turista sembra essere legittima e l'agenzia in questione ha dimostrato di essere molto poco professionale. Non sappiamo come andrà a finire questa vicenda. Di certo, il turista non farà più affidamento ai servizi di questa agenzia. Forse, avrebbe fatto meglio a organizzare il viaggio autonomamente. E voi, cosa ne pensate? Vi è mai capitata una situazione simile?

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