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Processo Saman Abbas, cambia tutto: perché ora il fidanzato Saqib potrebbe diventare il testimone chiave

Omicidio di Saman Abbas, ieri l'udienza del processo: potrebbero risultare inutilizzabili le dichiarazioni del fratello della 18enne pakistana uccisa a Novellara, in provincia di Reggio Emilia. In questo scenario, adesso Saqib potrebbe diventare il teste principale 

Un vero e proprio colpo di scena quello avvenuto ieri, nel corso dell'udienza del processo per l'omicidio di Saman Abbas. L'aula, infatti, ieri era già pronta ad ascoltare Ali Haider, il fratello di Saman, in qualità di testimone. Ma, nello stupore generale, la Corte d’Assise di Reggio Emilia ha stabilito che il 18enne avrebbe dovuto essere coinvolto nel processo sin dall'inizio, ma non in qualità non di testimone, bensì di indagato. Per il disappunto dell'accusa, le testimonianze finora rese dal giovane e lo stesso incidente probatorio nel quale Ali aveva rilasciato dichiarazioni importantissime (su tutte, quella di aver visto suo zio trascinare via Saman, tappandole la bocca con una mano), potrebbero risultare inutilizzabili.

Tutto dipenderà da martedì prossimo, quando ad Ali sarà chiesto se vorrà o meno avvalersi della facoltà di non rispondere. Il motivo è il seguente: se si viene sentiti come indagato, si può, appunto, anche non rispondere alle domande, ed avere, peraltro, il diritto di mentire. Ma se si viene sentiti come testimoni, si ha l’obbligo di dire la verità. Ricordiamo, però, che un testimone è una persona estranea ai fatti, cosa che ora Ali non è più considerato essere. Lo scenario ora cambia completamente.

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Saqib, fidanzato di Saman Abbas: qui in un'intervista rilasciata a 'Chi l'ha visto?'

Processo Saman Abbas, perché ora Saqib potrebbe ricoprire un ruolo chiave

Se martedì prossimo, data della prossima udienza, il 18enne dovesse, in effetti, avvalersi della facoltà di non rispondere, l'accusa dovrà rivedere un po' tutto. Dal momento che, venendo meno Ali, viene meno la preziosa testimonianza oculare del fratello di Saman.
In questo scenario, un ruolo fondamentale potrebbe, ora, essere ricoperto da Saqib, fidanzato della vittima.
Il ragazzo, oggi 25enne, ha infatti reso una testimonianza di 6 ore sulle minacce e sull'osteggiamento ricevuti dai genitori di Saman, contrari alla sua relazione con la figlia, già promessa sposa di un uomo in Pakistan. Saqib, a questo punto, se Alì si rifiuta di proseguire con le sue testimonianze, diventa il testimone chiave per il movente.

Dalla parte dell'accusa, poi, ci sono ancora le intercettazioni, il fatto che il corpo sia stato fatto ritrovare dallo zio Danish, i video, la fuga dei genitori (ricordiamo che la madre di Saman è ancora latitante).

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