Morti sul lavoro, la strage di Brandizzo non è un caso isolato: la denuncia di un tecnico di Rfi a Report

Sicurezza sul lavoro, chi denuncia viene punito: la testimonianza di un tecnico di Rfi a Report

Un tecnico della Rete Ferroviaria Italiana intervistato da Report ha denunciato di essere stato sospeso per aver denunciato irregolarità in termini di sicurezza sul lavoro.

Il tema delle morti sul lavoro, purtroppo, è sempre attuale. Ieri, in occasione della giornata per le vittime degli incidenti sul lavoro, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha rilasciato delle importanti dichiarazioni. Il capo dello Stato ha invitato le autorità competenti a effettuare un efficace controllo sulle condizioni di sicurezza in cui operano i lavoratori italiani. Il presidente Mattarella, inoltre, ha definito le morti sul lavoro "un fardello insopportabile per le nostre coscienze". Le più dure da digerire sono quelle morti avvenute per "mancata o non corretta applicazione di norme e procedure". 

Il riferimento è, ovviamente, all'ultima strage che ha sconvolto tutta Italia: la morte di 5 operai a lavoro sui binari della stazione di Brandizzo travolti da un treno che sferrava a tutta velocità. Un video pubblicato da uno degli operai deceduti poco prima della morte testimonia che i lavoratori non stavano seguendo le dovute procedure di sicurezza. "Quando faccio un fischio spostatevi di lato": questo è stato l'unico avvertimento che il responsabile della sicurezza avrebbe dato agli operai. Inoltre, le indagini hanno dimostrato che sarebbe stato dato il via libera ai lavori nonostante gli addetti alla sicurezza fossero consapevoli del rischio che gli operai stavano correndo. L'ufficio competente non avrebbe neanche rilasciato il nullaosta necessario ad aprire il cantiere per i lavori di manutenzione straordinaria dei binari. Insomma, la procedura di sicurezza prevista non è stata minimamente applicata.

La sospensione del tecnico di Rfi dopo le denunce sulle falle nella sicurezza sul lavoro

Purtroppo, a peggiorare ancora di più il quadro della situazione, si aggiunge un'inaccettabile modus operandi da parte delle aziende. Infatti, in queste settimane, sono state molte le testimonianze di lavoratori che hanno subito ritorsioni dopo aver denunciato importanti falle nelle procedure di sicurezza. Una di queste storie è stata raccontata da Report che ha intervistato un tecnico della Rete Ferroviaria Italiana. Stefano Pennacchietti: è questo il nome del coraggioso dipendente di Rfi che ha denunciato questa incresciosa situazione. Stefano Pennacchietti ha raccontata che nel 2018 ha sospeso dei lavori di manutenzione sui binari a Roma in quanto gli operai stavano lavorando senza alcuna protezione. "Io li vedo e intervengo per farli uscire dal binario", ha spiegato il tecnico alle telecamere di Report. Inoltre, Stefano ha redatto un verbale per denunciare questa pericolosissima situazione.

I suoi superiori, però, non hanno apprezzato il gesto del dipendente. Infatti, una settimana dopo, Stefano ha ricevuto una contestazione disciplinare per "un intervento inappropriato" ed è stato sospeso per 5 giorni. Il giudice del lavoro, tuttavia, ha dato ragione al tecnico, confermando la regolarità delle sue azioni. Un anno dopo, Stefano ha ricevuto un'altra sospensione, questa volta di 10 giorni per la recidiva, per aver denunciato un'altra violazione delle norme di sicurezza. E, anche questa volta, il tribunale gli ha dato ragione. Affinché il numero di morti sul lavoro in Italia diminuisca, è necessario che le aziende applichino le norme di sicurezza e, soprattutto, ascoltino le denunce dei lavoratori, invece di punirli.

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