Luca Abete ricorda il suo primo servizio a Striscia la Notizia: "Da mettersi le mani nei capelli"

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Luca Abete, storico inviato di Striscia la Notizia, ha parlato a Tuttonotizie delle origini della sua collaborazione con il programma e del rapporto con gli altri colleghi, oltre che di un record molto particolare

Tra gli inviati più longevi del programma Striscia la Notizia, c'è sicuramente Luca Abete. È dal 2005, infatti, che il personaggio televisivo, nato ad Avellino, il 2 ottobre 1973, collabora con il tg satirico ideato da Antonio Ricci. Da ben diciotto anni, l'inviato mostra luci e ombre della Campania, con le sue inchieste sulla sanità pubblica, sulla criminalità, sulla gestione della viabilità e su tanti altri argomenti che riguardano la regione dell'Italia meridionale.

In questi diciotto anni, inoltre, Luca Abete ha anche realizzato servizi in altre regioni, come la Calabria, ha condotto alcune puntate della trasmissione di Canale 5 e della sua versione domenicale, Striscia la Domenica, e ha ricevuto numerosi riconoscimenti per il grande lavoro svolto. Tanto che, nel 2017, è stato insignito del riconoscimento di professore ad honorem in "Linguaggio del giornalismo" dall'Università di Parma. Dal 2014, inoltre, realizza ogni anno un tour di #NonCiFermaNessuno, innovativa campagna sociale motivazionale, dedicata agli studenti italiani.

Luca Abete ricorda il suo primo servizio per Striscia la Notizia

Adesso, nel 2023, è sufficiente vedere una giacca di velluto di colore verde, o sentire le parole "Popolo di Striscia", per pensare subito a Luca Abete. Qual è stato, però, il servizio con il quale i telespettatori l'hanno visto e conosciuto per la prima volta? Ce ne ha parlato proprio lui, in una video intervista di cui iniziamo a pubblicare degli estratti in questo articolo, e che potrete vedere integralmente nei prossimi giorni. La collaborazione con Antonio Ricci, padre di Striscia la Notizia, dicevamo, è iniziata grazie a un concorso per nuovi inviati, che Abete ha vinto.

"Ho partecipato inviando un video, girato a Benevento, dove c'era una piazza enorme, fuori a uno svincolo di un'autostrada, dove le macchine sfrecciavano a 120 chilometri all'ora. Al centro di questa rotonda, avevano edificato una Chiesa. Quindi, immaginavo un povero vecchietto che voleva andare a messa, e attraversare una strada di venti metri, con queste macchine che sfrecciavano, era davvero molto pericoloso!", ci ha rivelato. Il servizio ebbe un grande successo, anche grazie alla sua grande ironia, un elemento che si ritrova spesso nei suoi servizi. "Avevo anche la parrucca, durante il servizio, poi a un certo punto dicevo: 'Cose da mettersi le mani nei capelli!'. E c'era un amico che ha fatto, a quel punto, volare la parrucca", ha detto.

Il rapporto con gli altri colleghi e il record di giorni di prognosi

Nel corso dell'intervista, il noto personaggio televisivo ci ha parlato del suo rapporto con gli altri inviati di Striscia la Notizia. "Ci vediamo poco, perché siamo quasi tutti dislocati in varie zone del Paese. Però, quando ci vediamo, siamo uniti come una vera e propria famiglia", ha spiegato Abete. L'inviato della trasmissione di Canale 5 ci ha, poi, rivelato di sentire spesso colleghi come Valerio Staffelli, Chiara Squaglia, Giampaolo Fabrizio e Jimmy Ghione, e con gli ultimi due ha anche condiviso le vacanze.

Luca ci ha, infine, parlato di un record molto particolare, che lo vede in prima posizione nella classifica degli inviati che hanno ricevuto il numero maggiore di giorni di prognosi, conseguenti ad aggressioni ricevute durante i servizi realizzati per Striscia la Notizia. "Ho più di 90 giorni di prognosi, collezionati dal 2005 a oggi! Posso dire che vorrei cedere questo primato a qualcuno. Non perché qualcuno debba superarmi, ma perché spero di non crescere nei numeri!", ha concluso.

Continuate a seguirci per gli altri estratti e per la video intervista completa. Ricordiamo che per la riproduzione, anche parziale dell'intervista è obbligatorio citare tuttonotizie.eu.

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