Netflix, il fenomeno da 10 milioni di euro con Fabrizio Biggio: dimenticate Le libere donne, qui ha osato l’impossibile

Il pubblico lo ha ammirato ieri sera su Rai 1 per la sua prova misurata e intensa ne Le libere donne eppure, il catalogo Netflix custodisce un reperto fondamentale della carriera di Fabrizio Biggio. Si tratta de I soliti idioti – Il film, pellicola del 2011 diretta da Enrico Lando.

I soliti idioti – Il film rappresenta un momento di rottura totale per il cinema commerciale italiano. Biggio, insieme a Francesco Mandelli, ha portato sul grande schermo una galleria di maschere grottesche nate su MTV. L’opera al botteghino è stata un successo fulmineo. Nel primo weekend di programmazione, il film ha incassato 4,49 milioni di euro. La media per sala ha sorpreso gli analisti dell’epoca. A fine corsa, il progetto ha superato la soglia dei 10 milioni di euro. Questo risultato lo ha reso il film italiano più visto dell’autunno 2011, superando produzioni molto più costose e blasonate.

La trama si sviluppa come un road movie. Al centro della storia troviamo Ruggero De Ceglie, interpretato da Mandelli. Ruggero è un imprenditore romano autoritario, volgare e privo di scrupoli. Suo figlio Gianluca De Ceglie, il volto più noto di Biggio in questa saga, è l’esatto opposto. Gianluca è un ricercatore universitario timido, sensibile e profondamente legato alla figura materna. Il ragazzo sta per sposare la fidanzata Fabiana, ma il padre interrompe i preparativi con un inganno. Il viaggio verso Roma diventa il pretesto per una serie di prove di virilità grottesche. Ruggero vuole che il figlio seduca Smutandissima, una celebre modella di lingerie interpretata da Mădălina Ghenea. Nel cast compaiono anche Valeria Bilello, Gianmarco Tognazzi nel ruolo dell’avvocato De Peverelli e Miriam Leone. La struttura narrativa si poggia su gag visive, tormentoni linguistici e stacchetti musicali volutamente kitsch.

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Fabrizio Biggio ne I soliti idioti – Il film – tuttonotizie.eu

Dalla satira di costume alla trasformazione fisica: il metodo Biggio ne I soliti idioti su Netflix

Guardando Fabrizio Biggio oggi, appare difficile riconoscerlo ne I soliti idioti. L’attore non interpreta un solo ruolo, ma si moltiplica in diverse figure sociali. Oltre a Gianluca, dà corpo a Gisella Franchi, la commessa di un ufficio postale che tormenta il malcapitato Sebastiano. Interpreta anche Fabio Rizzi, parte di una coppia omosessuale convinta di poter procreare naturalmente, e Giampietro Bianchi, esponente di una borghesia ipocrita.

Questa capacità di trasformazione fisica ricorda la tradizione de I mostri di Dino Risi. Biggio e Mandelli utilizzano il corpo come uno strumento politico. Ogni personaggio è una caricatura spinta all’eccesso per evidenziare i vizi nazionali. Il film non cerca il consenso dei premi prestigiosi come i David di Donatello. Punta invece a una connessione immediata con il pubblico dei giovanissimi. E ci riesce. L’impatto culturale del film è stato enorme. Molti modi di dire sono entrati nel linguaggio comune per anni. Il successo ha generato un sequel nel 2012, I 2 soliti idioti, capace di incassare altri 8,7 milioni di euro. E Fabrizio Biggio appare come un artista totale, capace di passare dal dramma teatrale alla farsa più cruda.

Chi ha scoperto l’attore ne Le libere donne troverà invece ne I soliti idioti una prova di versatilità impressionante. Il lungometraggio resta un caso di studio per il cinema di genere in Italia. Ha dimostrato che un fenomeno televisivo di nicchia può dominare il box office nazionale. La sua presenza in streaming permette di riscoprire un periodo in cui la commedia osava. Non perdertelo.