RaiPlay, dramma romantico e spietato con Lino Guanciale: dimenticalo ne Le libere donne, qui ti spezzerà il cuore in 12 minuti

Il pubblico italiano lo ha amato ieri sera nella fiction Le libere donne eppure, esiste un lato di Lino Guanciale che molti spettatori ancora ignorano: su RaiPlay, si nasconde un piccolo gioiello cinematografico che scuote le coscienze. Si intitola “Io sì, tu no” ed è una perla rara datata 2017.

Dimenticate il medico rassicurante oppure l’eroe romantico delle grandi serie tv. In questo cortometraggio d’autore, l’attore abruzzese si mette a nudo. Accanto a lui brilla c’è Greta Scarano. La regia porta la firma di Sydney Sibilia, il genio dietro la saga di Smetto quando voglio, ma anche dietro la recente serie Hanno ucciso l’Uomo Ragno – la leggendaria storia degli 883. L’opera è nata da una collaborazione tra Rai Cinema e il brand Twinset. Questo film di soli 12 minuti è puro cinema sociale.

La sceneggiatura, curata da Sibilia insieme ad Armando Festa, è un meccanismo perfetto. In un cast d’eccezione troviamo anche Valerio Aprea, volto iconico del cinema italiano contemporaneo. Appaiono inoltre interpreti solidi come Lorenzo Gioielli e Giampiero Mancini. Presentato originariamente alla 74ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, il corto ha conquistato il circuito cinefilo. Mentre Lino Guanciale domina gli ascolti televisivi, questo recupero su RaiPlay diventa un atto dovuto.

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Io sì tu no, film con Lino Guanciale, visibile gratis su RaiPlay – tuttonotizie.eu

Su RaiPlay Io sì tu no: perché recuperare questo corto

La trama di “Io sì, tu no” inizia come la più classica delle favole moderne. Francesca, interpretata da una straordinaria Greta Scarano, lavora come cameriera in un pub. È una giovane donna laureata, stanca di servire birre per poche monete. La sua vita potrebbe cambiare l’indomani grazie a un colloquio di lavoro decisivo. Poco prima della chiusura, nel locale entra Marco, ovvero Lino Guanciale. Anche lui è un disoccupato cronico, un uomo colto ma ai margini della società. Tra i due scatta una scintilla immediata. La serata prosegue con una naturalezza.

Sembra l’inizio di una grande storia d’amore. Francesca corre all’appuntamento aziendale, tesa e speranzosa. In sala d’attesa, però, accade l’imprevedibile. L’uomo che poche ore prima le sussurrava dolcezze è il suo concorrente diretto per l’unico posto disponibile. In quel preciso istante, la commedia romantica muore. Al suo posto nasce un thriller psicologico. L’interesse sparisce sotto il peso della sopravvivenza. Marco e Francesca iniziano a sabotarsi a vicenda. È qui che il cuore dello spettatore si spezza definitivamente.

Sydney Sibilia estremizza la realtà per mostrarci quanto siamo diventati cannibali. Non c’è spazio per i sentimenti quando in palio c’è uno stipendio. La tensione tra Guanciale e Scarano è palpabile e dolorosa. La bellezza di 12 minuti sta proprio in questa sintesi perfetta. Non serve un kolossal per raccontare il fallimento di una generazione. Bastano due grandi attori e una stanza chiusa. Se avete amato Lino ne Le libere donne, cercate “Io sì, tu no” .