Il palco di Sanremo 2026 ha consacrato un nuovo idolo: Tony Pitony, il cantante dalla voce soul e dall’estetica dissacrante. La sua esibizione con Ditonellapiaga nella serata cover è stata iconica. Hanno cantato “The Lady Is a Tramp” e hanno vinto la serata del venerdì. Oggi i suoi brani scalano la Top-5 FIMI. I biglietti per il tour Estatony spariscono in poche ore. Eppure, in questo scenario di trionfo, una voce fuori dal coro gela l’entusiasmo. È quella di Manuel Agnelli, lo storico giudice di X Factor Italia.
Il leader degli Afterhours ha parlato recentemente a Quotidiano Nazionale. Ha affrontato il tema che infiamma i social: il “no” rifilato a Tony nel 2020. All’epoca, Tony Pitony si presentò alle Audizioni con la sua consueta parrucca alla Elvis Presley. Cantò una versione neomelodica di “Hallelujah” di Leonard Cohen. Fu un momento quasi ‘disturbante’ per alcuni dei giudici. Solo Mika colse il potenziale vocale. Emma Marrone, Hell Raton e lo stesso Agnelli alzarono invece il muro del rifiuto. Tony fu eliminato.
Oggi quel provino è il video più cercato su TikTok e YouTube. È diventato il simbolo della rivincita. Ma Manuel Agnelli non cerca scuse. “Rifarei esattamente tutto”, ha dichiarato il musicista milanese. Le sue parole nascono da una visione precisa dell’arte. “Non cercavo chi potesse avere successo commerciale”, ha spiegato Agnelli con la sua solita schiettezza. “Cercavo un talento creativo capace di fare qualcosa di mai visto prima”. Per il giudice, nel 2020, Tony era solo una maschera.

Dalla maschera di Elvis ai sold out: la rivoluzione di Tony Pitony dopo Sanremo 2026
Il mondo della musica italiana oggi celebra un artista che uno dei talent show più famosi ha scartato (non è la prima volta che succede, si pensi ad Amici di Maria De Filippi che scartò Ultimo). Ma è proprio questo rifiuto ad aver alimentato il mito di Tony Pitony. Senza quel “no”, forse non avremmo avuto l’album “Nel 2067”. La carriera di Tony è la prova che il sistema può fallire, ma il talento trova sempre la sua strada.
Mentre i suoi colleghi usciti dai talent in alcuni casi hanno fatto fatica a restare a galla, Tony ha costruito la sua base. Ha suonato ovunque: dai piccoli festival in Sicilia ai club storici come l’Hiroshima Mon Amour e l’Estragon. Ha pubblicato l’album “TonyPitony” nel 2025. Ha scalato le classifiche con titoli provocatori come “Giovanni”. La sua musica è un contrasto continuo. I testi sono scorretti e dissacranti. Gli arrangiamenti sono invece raffinatissimi. Il momento della svolta definitiva è arrivato con l’EP “Peccato per i testi”. Poi è arrivata la chiamata del FantaSanremo 2026. Tony ha firmato la sigla ufficiale, entrando nelle case di milioni di italiani.
Oggi Pitony si gode il suo momento magico con i 100.000 biglietti venduti per il tour Estatony che sono la risposta più forte per lui. Insomma, un “no” televisivo può trasformarsi in un enorme “sì” popolare. Manuel Agnelli resta fermo sulle sue posizioni, ma anche Tony sta avendo il successo meritato. Alla fine, come sempre, è questione puramente di gusti (in questo caso musicali).
