Raoul Bova conquista su Rai 1: perché il suo Don Massimo piace tanto al pubblico

Raoul Bova conquista sempre i telespettatori con Don Matteo su Rai 1, soprattutto con il suo Don Massimo, ma perché piace così tanto?

Ieri sera, 12 marzo 2026, è andata in onda la nona puntata di Don Matteo 15, intitolata Fedeltà. Il pubblico ha avuto modo di vedere nuovamente Raoul Bova nei panni di Don Massimo. Come sempre, il suo ruolo piace tantissimo ai telespettatori, facendo numeri alti in termini di share e Auditel, ma perché piace così tanto? Certamente il mondo di Don Matteo è sempre stato molto apprezzato dal pubblico, ma da quando c’è un Raoul Bova la fiction non ha perso punti, anzi.

Perché Don Matteo con Raoul Bova funziona: il suo Don Massimo piace tanto al pubblico Rai

Il Don Massimo di Raoul Bova piace tanto al pubblico in primo luogo perché è un prete nuovo molto umano e al tempo stesso contemporaneo. È perfettamente cucito addosso al volto popolare dell’attore. Gli ascolti, a partire dalla 13esima stagione non sono mai calati rispetto a quella con Terence Hill. Il pubblico, insomma, non ha mai abbandonato la serie e sono rimasti intorno ai 6 milioni, con finali che hanno superato anche il 34% di share. La stagione 14, per esempio, è partita con 5 milioni di telespettatori e uno share di circa il 28%. Insomma, questa fiction continua ad essere un vero e proprio evergreen. Anche l’attuale, la sedicesima stagione del 2026 domina con circa 3,8 milioni di spettatori e il 23% di share.

raoul bova rai
Raoul Bova-Tuttonotizie.eu

Raoul Bova, dunque, si conferma un punto di riferimento unico per la prima serata di Rai 1. Ma cosa piace così tanto del suo personaggio? Intanto, se apprezzate particolarmente Bova, c’è un titolo che non dovreste perdere, anche se completamente diverso. Certamente Don Massimo è un prete molto introverso, che riflette spesso da solo. Ha avuto un passato difficile, battagliero e pieno di conflitti. Nonostante ora viva per la Chiesa non è un uomo ‘perfetto’, ma fragile. Proprio questa sua fallibilità lo avvicina molto alle persone. Inoltre, è un uomo di poche parole, ma anche di grande umanità che non alza mai muri. Parla spesso, ma senza giudicare e prova a trovare i motivi di un dato errore, offrendo spesso seconde possibilità.

Un prete empatico, dunque, che ascolta e sistema le cose più con i gesti che con i sermoni. Inoltre, non va dimenticato che il suo ingresso dopo Terence Hill è scritto molto bene. Non hanno mai cancellato del tutto Don Matteo, che anzi si congeda lentamente, partendo per una missione in Sudan. In questo modo è stato alleggerito il trauma del suo addio, permettendo al pubblico di accettare gradualmente Don Massimo.