A Marghera, non lontano da Venezia, la multinazionale americana InvestCloud, colosso del settore Digital Wealth e dei servizi finanziari, ha deciso di licenziare 37 dipendenti (ingegneri informatici) per sostituirli con l’Intelligenza Artificiale. Tra questi figurano un dirigente, sette quadri e ventinove impiegati specializzati.
L’azienda ha puntato tutto sull’AI. Per la proprietà americana, i modelli locali basati sull’uomo sono diventati obsoleti. La macchina è destinata a prendere il posto dell’uomo. Questa vicenda scuote il settore in tutta Italia. Non parliamo di lavori manuali o a bassa specializzazione. Qui si colpisce chi ha contribuito all’innovazione tecnologica. Se persino coloro che programmano il futuro vengono sostituiti dal futuro stesso, chi può dirsi davvero al sicuro?
I sindacati, tra cui la Fim Cisl e la Fiom Cgil, sono già sul piede di guerra. Il segretario Matteo Masiero parla chiaro. Serve una regolamentazione urgente per arginare un fenomeno che rischia di svuotare le aziende italiane. La necessità dell’efficienza non può ignorare il valore sociale del lavoro. “Il modello storico ha determinato duplicazioni operative”, scrive l’azienda nella lettera ufficiale. Per InvestCloud, l’integrazione dell’AI garantisce ora una produttività impossibile da raggiungere con i team umani. Oggi, giovedì 12 marzo 2026, i lavoratori si incontrano per decidere il da farsi. Nessuno credeva in un taglio così netto e improvviso, per quanto l’AI stesse avanzando.

L’uomo resta fondamentale: il grido d’allarme dei lavoratori di Marghera contro l’Intelligenza Artificiale
Dietro i numeri della procedura di licenziamento ci sono storie di vita: mutui, famiglie e anni di dedizione. I dipendenti di InvestCloud non accettano l’idea di essere considerati “costi extra” da eliminare. “Il nostro lavoro consiste nel creare demo e infrastrutture cloud“, spiega uno dei lavoratori coinvolti. È un lavoro di precisione. L’intelligenza artificiale può generare codice in pochi secondi. Tuttavia, la macchina non ha l’intuizione umana. Cosa succede quando un meccanismo complesso si inceppa? Chi interverrà quando l’algoritmo produrrà un errore imprevisto? La sensibilità umana resta fondamentale.
I lavoratori sono anche consapevoli della forza di una multinazionale americana. “Sappiamo che non ci sono margini quando una decisione simile viene presa“, ammette con amarezza un informatico. Mercoledì prossimo i sindacati incontreranno i vertici aziendali. L’obiettivo è ottenere tutele, ma anche sollevare un dibattito nazionale. Non si tratta solo di una singola azienda, ma è in gioco il modello di sviluppo che l’Italia vuole adottare per i prossimi anni. La tecnologia dovrebbe aiutare l’uomo, non cancellarlo.
L’Italia guarda con preoccupazione a questo precedente. Se il settore tecnologico inizia a espellere i suoi stessi creatori, l’intero ecosistema dell’innovazione potrebbe collassare. La competenza umana rischia di diventare un lusso che le grandi aziende non vogliono più pagare. Il caso di Marghera è un campanello d’allarme per tutti. Resta da vedere se le istituzioni interverranno. Serve un tavolo nazionale per discutere dell’impatto sociale dell’intelligenza artificiale. Senza regole, il “progresso” rischia di trasformarsi in un disastro per il mercato del lavoro italiano.
