Chi vincerà la guerra tra Stati Uniti e Iran? La risposta (inquietante) del Nostradamus cinese

Oggi le notizie che arrivano dal Medio Oriente non sono più semplici titoli di giornale; mentre i droni solcano i cieli dell’Azerbaigian e le portaerei americane si posizionano nel Golfo Persico, la domanda che tormenta tutti è: chi uscirà vincitore da questa guerra tra Stati Uniti e Iran? La risposta non arriva dai soliti talk show, ma da una figura che molti chiamano il “Nostradamus cinese”.

Parliamo di Xueqin Jiang, accademico e ricercatore esperto in teoria dei giochi. Quest’ultimo utilizza modelli matematici e analisi storiche della politica internazionale. Eppure, le sue parole suonano come una profezia millenaria. Il presidente Donald Trump lo ha ammesso apertamente al Time. “Alcune persone moriranno”, ha dichiarato con la sua solita, brutale sincerità. Ma ciò che Trump non dice, e che Jiang ha previsto anni fa, è il risultato finale di questa folle corsa agli armamenti tra Washington e Teheran.

Nel 2024, Jiang pubblicò un video sul suo canale Predictive History. Fece tre previsioni precise. La prima: Trump sarebbe tornato alla Casa Bianca. La seconda: gli Stati Uniti sarebbero entrati in guerra con l’Iran. Entrambe sono ora realtà. Resta la terza, la più terribile: l’America perderà questo conflitto. Questa non è solo una sconfitta militare, ma il tramonto di un’epoca. Il crollo dell’ordine globale che abbiamo conosciuto dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. L’Ayatollah e i vertici iraniani avrebbero teso una trappola lunga vent’anni, e l’Occidente ci sarebbe appena caduto dentro. Ma com’è possibile?

Guerra Stati Uniti Iran
Xueqin Jiang, il Nostradamus cinese – tuttonotizie.eu

Perché gli Stati Uniti rischiano il collasso contro l’Iran: il segreto del vantaggio iraniano secondo la teoria di Xueqin Jiang

Perché l’esercito più potente del mondo dovrebbe temere l’Iran? La risposta risiede in una strategia chiamata guerra di logoramento. Teheran vuole far cedere l’avversario poco alla volta. Il punto debole della difesa americana sono gli Shahed. Questi droni iraniani sono piccoli, lenti e incredibilmente economici. Un singolo drone costa circa 20.000 dollari. Per abbatterlo, gli Stati Uniti devono usare un missile del sistema Patriot che costa 4 milioni di dollari.

L’ammiraglio Sandy Winnefeld ha lanciato l’allarme mesi fa. Non è una questione di tecnologia, ma di scorte. L’Iran può produrre migliaia di droni. L’America può produrre missili sofisticati solo con tempi lunghi e costi esorbitanti. Chi finirà per primo le munizioni? Inoltre, l’Iran non combatte da solo. Ha costruito una rete di alleati invisibili ma letali. Parliamo di Hezbollah in Libano, delle milizie in Iraq e degli Houthi nello Yemen. Questi gruppi conoscono ogni centimetro del territorio e studiano le tattiche del Pentagono da due decenni.

Il vero incubo, però, riguarda l’economia quotidiana di ognuno di noi. Se lo Stretto di Hormuz venisse chiuso, il flusso globale di petrolio si fermerebbe istantaneamente. Questo significherebbe code infinite ai distributori e prezzi dei supermercati raddoppiati in una notte. I Paesi del Golfo importano il 90% del loro cibo. Una crisi logistica qui significherebbe carestia immediata. Il “Nostradamus cinese” sostiene che l’Iran sia pronto a soffrire, mentre gli occidentali non sarebbero pronti a vedere il proprio stile di vita sgretolarsi. Jiang è convinto che questo conflitto segnerà la fine del secolo americano. Il baricentro del potere si sposterà definitivamente verso l’Asia e l’Eurasia.