Uno dei sogni nel cassetto che hanno in tanti è svegliarsi la mattina e sapere di non dover più andare in ufficio e non perché si è in ferie o malattia, ma perché si può vivere di rendita. Questo sogno non è solo per i milionari. Molte persone normali ci stanno riuscendo cambiando il loro modo di gestire i risparmi. Ma come fanno?
Il segreto per vivere senza stipendio è accumulare un gruzzolo che svolga, in qualche modo, il tuo lavoro. Questo capitale deve essere in grado di produrre ogni anno i soldi che ti occorrono per mangiare, pagare le bollette e viaggiare. Ma quanto deve essere grande questo tesoro? C’è un calcolo molto semplice che usano gli esperti ed è la regola del 25. Funziona così: si prende la cifra che si spende in un anno e deve moltiplicare per venticinque. Se per vivere bene ti occorrono 20.000 euro all’anno, dovresti avere da parte 500.000 euro. Se invece spendi 30.000 euro, il tuo obiettivo diventa 750.000 euro. Sembra una soglia altissima da scalare, tuttavia è il numero che garantisce la sicurezza totale.
Perché proprio il numero 25? Perché l’idea è di investire i soldi in modo sicuro, ad esempio in titoli di stato o azioni. Se il tuo capitale cresce del 4% ogni anno (perciò viene chiamata regola del 4), tu puoi prelevare quella fetta di guadagno senza mai toccare i soldi iniziali. In pratica, vivi dei frutti del tuo lavoro senza mai abbattere l’albero da cui questi frutti provengono. In Italia oggi molti stanno riscoprendo i BTP e i fondi che pagano cedole periodiche. Non serve essere esperti di borsa, ma solo tanta costanza. Ogni euro risparmiato oggi è un pezzetto di libertà per domani.

Come calcolare la tua cifra personale per vivere di rendita e non sbagliare i conti con l’inflazione
Non esiste una cifra uguale per tutti. C’è chi vive bene in un piccolo paese con poco e chi ha bisogno di molto di più in città. Il primo passo è capire quanto spendi davvero quotidianamente: bisogna segnarsi ogni caffè, ogni bolletta e ogni uscita mensile. Solo così si saprà il proprio costo della vita reale. C’è però da considerare un ulteriore fattore: i prezzi aumentano. Quello che compriamo oggi con 10 euro, tra dieci anni ne costerà probabilmente 12. Per questo motivo, il capitale deve essere investito bene per battere l’inflazione. Non è consigliabile lasciare i soldi fermi sotto il materasso o sul conto corrente, perché perderebbero valore ogni giorno.
Cosa succede se non si arriva alla cifra intera necessaria per vivere di rendita? Esiste una via di mezzo molto intelligente. In tanti decidono di accumulare solo la metà del capitale necessario. In questo modo la rendita copre le spese fisse come l’affitto e le bollette. Per i divertimenti e gli extra, si può fare un lavoro part-time o un’attività che piace davvero. Vivere di rendita non significa stare tutto il giorno senza fare nulla. Significa avere il potere di dire “no” a quello che non ci piace fare e non dover più restare intrappolati in un lavoro che rende infelici solo per pagare il mutuo.
Iniziare a piccoli passi è, appunto, il primo passo. Si possono ad esempio ridurre le spese inutili e mettere a lavoro i proprio risparmi. Anche se non si arriverà a smettere di lavorare a 40 anni, ci si potrebbe riuscire a 55. Sarebbero comunque dieci o quindici anni di vita guadagnati rispetto alla pensione normale, ormai fissata intorno ai 70 anni.
