Stasera in tv niente Don Matteo per Terence Hill! Alle 21:35 su Rete 4, l’attore veneziano mette da parte il suo ruolo da parroco più famoso d’Italia. Il pubblico ritroverà invece un uomo dai riflessi pronti e dallo sguardo magnetico. Parliamo di Kid, il pilota di autocross che non accetta ingiustizie. Accanto a lui, una forza della natura impossibile da contenere: Bud Spencer, nei panni del burbero ma leale Ben. Il film è “…altrimenti ci arrabbiamo!”, un capolavoro del 1974 diretto da Marcello Fondato.
Questa pellicola rappresenta l’esempio più calzante del cinema slapstick all’italiana. La produzione italo-spagnola ha creato un mito che resiste da oltre cinquant’anni. In quel periodo, la coppia Spencer-Hill dominava il botteghino con incassi da capogiro. Milioni di spettatori affollavano le sale per vedere le loro iconiche scazzottate. Al centro di tutto c’è un oggetto del desiderio: la Dune Buggy rossa con la cappottina gialla. Non è solo un’auto, ma il simbolo di una libertà perduta. Il modello originale, una Puma costruita a Roma, è diventato il sogno di intere generazioni.
La trama parte quando il Capo, interpretato da John Sharp, decide di distruggere questo gioiello. Da quel momento, la sfida è lanciata: “Vogliamo una schiacciata, o altrimenti ci arrabbiamo!”. Le note degli Oliver Onions iniziano a risuonare. I fratelli Guido e Maurizio De Angelis hanno firmato una colonna sonora immortale. Il brano “Dune Buggy” è ancora oggi un inno alla gioia e alla spensieratezza.

Perché il mito di Bud Spencer e Terence Hill non muore mai
Molti si chiedono quale sia il segreto di questo successo. La risposta è nel fatto che in “…altrimenti ci arrabbiamo!” la violenza non esiste davvero. I pugni di Bud Spencer sono coreografie. Le cadute dei tirapiedi sono spettacolari ma prive di sangue. È un cinema per famiglie che unisce tutte le generazioni sul divano. Il contrasto tra i due protagonisti è la chiave narrativa vincente. Terence Hill è l’agilità, l’ironia e la strategia. Bud Spencer è la massa critica, la fame insaziabile e il pugno a martello. Insieme formano un incastro perfetto.
In un’epoca di contenuti digitali rapidi, tornare a questo film è quasi terapeutico. La pellicola mostra un’Italia che sapeva ridere di se stessa. Il Dottore, interpretato da un magistrale Donald Pleasence, rappresenta il lato oscuro della ragione. Egli cerca di psicanalizzare la cattiveria, ma finisce travolto dalla semplicità dei nostri eroi. Guardare questo film vuol dire onorare la memoria di Carlo Pedersoli (il vero nome di Bud Spencer). Significa anche celebrare la longevità artistica di Mario Girotti (Terence Hill). Entrambi hanno saputo restare icone indiscusse in un mondo dello spettacolo spesso complicato. Non resta dunque che godersi la visione stasera in tv su Rete 4, accompagnandola magari con un pasto di birra e salsicce.
