Il presidente Emmanuel Macron ha appena scosso l’Europa: in un mondo incendiato dal conflitto tra Iran e Israele, la bomba atomica torna a essere l’unica arma che conta. Ma chi tiene davvero il dito sul bottone? La risposta non è scontata. Non è solo una questione di testate, ma di sovranità.
In Europa, la gerarchia è chiara. Solo due nazioni possiedono chiavi proprie: Francia e Regno Unito. Parigi custodisce la sua force de frappe con gelosia. Il presidente francese decide da solo. Usa sottomarini nucleari e jet pronti al decollo. Londra, invece, punta tutto sui missili Trident. Ma i britannici sono comunque sempre legati agli Stati Uniti di Washington. Macron ora propone qualcosa di folle e ambizioso: la deterrenza nucleare avanzata. Vuole proteggere i vicini con le sue bombe. Paesi come Germania, Polonia, Svezia e Olanda guardano con interesse. E lo stesso vale per Belgio, Grecia e Danimarca. È la nascita di una possibile “Lega Nucleare Europea”. Un ‘gruppo’ per non finire schiacciati tra i colossi mondiali.
E l’Italia? Noi siamo nel cuore del sistema chiamato nuclear sharing. Non possediamo la bomba, ma la ospitiamo. È un pesante segreto di Pulcinella. Le testate americane B61 dormono nel nostro sottosuolo. Dove si trovano esattamente questi ordigni tattici? A Nord del Paese. La base di Aviano, in Friuli-Venezia Giulia, è il primo punto caldo. Qui gli americani gestiscono tra le 20 e le 30 testate. Poco distante, in Lombardia, c’è la base di Ghedi. In questo aeroporto l’Aeronautica Militare italiana si addestra costantemente. Ci sono circa 15 bombe pronte all’uso. I nostri piloti sanno come sganciarle, ma il comando finale resta americano.

La geografia europea della bomba atomica e i rischi attuali
Questa situazione crea un paradosso. Siamo protetti o siamo bersagli? La deterrenza funziona finché nessuno preme il tasto. La Corea del Nord di Kim Jong-un ha armi nucleari, ma forse non ha i vettori giusti su cui montarle. Israele, invece, ha una capacità istantanea di reazione nucleare, potendo lanciare testate persino da nave. Oggi la Francia vuole uscire dall’ombra degli USA. Se gli americani si stancano dell’Europa, chi ci difenderà? La proposta francese è un’arma a doppio taglio. Offre sicurezza, ma chiede fedeltà assoluta a Parigi. Potrebbe cambiare il volto dell’Unione Europea per i prossimi decenni.
Si ha il dovere di informare su questi angoli bui della nostra storia contemporanea. Non si vuole spaventare nessuno, sia chiaro, ma è necessario rendere tutti consapevoli di ciò che sta accadendo. La politica economica si intreccia con la difesa. Ogni euro speso in F-35 è un pezzo di questo puzzle nucleare. La nostra sicurezza ha un prezzo altissimo e una geografia molto precisa. Il futuro dell’Europa passa da qui, tra i ghiacci del Nord e il sole del Mediterraneo.
