Dario Aita, non solo Franco Battiato su Rai 1: in questo film è diverso e inquieto

Dario Aita non è solo Franco Battiato: su RaiPlay c’è un film che devi assolutamente recuperare nel quale è profondamente diverso e altrettanto inquieto.

In prima serata, ieri 1° marzo 2026, è andato in onda il film Franco Battiato. Il lungo viaggio, diretto da Renato De Mario e interpretato da Dario Aita. Il film segue la vita di Battiato, dagli esordi in Sicilia, fino all’arrivo a Milano, il successo e il ritorno nella sua amata terra. Uno degli aspetti più interessanti riguarda il fatto che non mostra solo la sua carriera, ma anche la grande ricerca spirituale e interiore di un artista del suo calibro.

Dario Aita ha raccontato più volte di aver fatto un vero e proprio viaggio interiore. Interpretare Franco Battiato non è stata solo recitazione. Non ha voluto “diventare” Franco, ma è rimasto Dario, lasciandosi attraversare dall’energia del Maestro. Insomma, ha creato un terzo spazio, tra attore e personaggio. Aita, però, è anche in un altro film completamente diverso, disponibile su RaiPlay.

Non solo Franco Battiato su Rai 1: il film da recuperare con Dario Aita completamente diverso

Su RaiPlay è disponibile il film Caffè, un dramma corale del 2016, diretto da Cristiano Bortone. Intreccia tre storie ambientate in luoghi diversi: Italia, Belgio e Cine. Tutte e tre sono legate simbolicamente al mondo del caffè. In Italia, scopriamo la storia di Renzo, interpretato da Dario Aita. Qui è completamente diverso dal suo Franco Battiato, perché interpreta il sommelier del caffè che lavora in un bar. Purtroppo non vive una vita facile, è sottopagato, travolta da precarietà e da una grande responsabilità. La sua compagna, infatti, è incinta. Finisce improvvisamente coinvolto in una rapina a una torrefazione. Dario Aita si è mostrato un attore incredibilmente versatile: dalle fiction Rai come Un Professore a Franco Battiato, ma anche a Parthenope di Paolo Sorrentino.

dario aita
Dario Aita in Caffè-Tuttonotizie.eu

In Belgio c’è Hamed, iracheno e proprietario di un banco di pegni. Tenta di vendicarsi di chi gli ha rubato un’antica caffetteria d’argento durante alcuni disordini di piazza. In Cina, ancora, c’è Fei, un giovane manager di successo. Lui è diviso tra carriera e coscienza, in quanto una fabbrica chimica rischia di contaminare tutte le piantagioni di caffè della sua regione d’origine. Le tre linee narrative non si incontrano mai fisicamente, ma sono legate dal caffè.

Questa semplice bevanda viene vista come oggetto, lavoro, memoria e vera e propria metafora di identità e scelte morali. Vale assolutamente la pena vederlo per la struttura a episodi, in quanto offre tre punti di vista su argomenti particolarmente battuti. C’è la crisi economica, la migrazione, l’etica del lavoro e l’impatto sull’industria globale. Dario Aita, pur anticipando il grande ruolo di Battiato, qui è straordinario. Mostra, ancora una volta, un arco narrativo particolarmente interessante che va dalla disillusione alla ricerca di riscatto.