Le pagelle della prima serata di Sanremo 2026: Ditonellapiaga conquista fin dal primo ascolto, Serena Brancale stupisce. Fulminacci tiene testa e colpisce.
La prima serata del Festival di Sanremo 2026 condotta da Carlo Conti e Laura Pausini si è aperta con un commovente omaggio a Pippo Baudo, conduttore di ben 13 edizioni della kermesse. Venuto a mancare lo scorso anno, Conti gli ha voluto dedicare l’intera edizione. Il primo cantante a esibirsi è stato il vincitore dello scorso anno, Olly, che ha fatto cantare tutto il teatro Ariston con la sua Balorda Nostalgia. Ospite della serata Tiziano Ferro che si è esibito con un medley di alcune delle sue canzoni più famose. Un momento magico con Ti scatterò una foto, La differenza tra me e te, Lo stadio, Xdono e l’ultima Sono un grande. Nella prima serata ha votato la sala stampa, determinando la classifica parziale. Scopriamo, di seguito, le nostre pagelle.
Le pagelle della prima serata del Festival di Sanremo 2026
Ditonellapiaga – ‘Che fastidio!’: voto 8. Una canzone dal ritmo travolgente che conquista fin dal primo ascolto. Il testo è riconoscibile e ben pensato per lasciare un segnale forte e chiaro: che fastidio la retorica, le banalità, i giri infiniti di parole. Esibizione memorabile, tra look e contorno. Basterebbe solo scandire un po’ meglio le parole per permettere a tutti di comprendere a pieno il testo.
Michele Bravi – ‘Prima o poi’: voto 6. Michele Bravi porta sul palco dell’Ariston una canzone perfettamente riconoscibile nel suo stile pop melodico. Niente di nuovo, ma nemmeno troppo banale. Un punto in più per l’esibizione che, con le lacrime di contorno, ha reso il tutto decisamente più emozionante.
Sayf – ‘Tu mi piaci tanto’: voto 6.5. Sayf dà le vibes di Ghali, ma il testo è abbastanza lontano dal suo stile. Con questa canzone sorprende soprattutto nelle strofe, ma risulta più semplice nel ritornello con la frase ‘Tu mi piaci tanto’, ripetuta fino all’eccesso. Buona la scelta della tematica e l’arrangiamento. Sa comunque di novità in un’edizione abbastanza standardizzata.
Mara Sattei – ‘Le cose che non sai di me’: voto 5. Una canzone estremamente semplice, così come anche la tematica. Il testo non è particolarmente complesso e il ritornello non entra subito nella testa. La scelta della musica, però, ricorda molto una canzone di un cartone Disney.
Dargen D’Amico – ‘Ai Ai’: voto 6.5. Un testo ben pensato che vuole lasciare un messaggio ben preciso. Il ritornello entra nella testa e sicuramente lo sentiremo ripetutamente nei prossimi mesi. Forse, da una certa genialità come quella di Dargen ci si sarebbe aspettati un testo maggiormente impegnato. Mezzo punto solo per il look.

Arisa – ‘Magica favola’: voto 7. Arisa si conferma l’artista italiana con una delle voci più belle in circolazione. Anche in questo caso, un po’ come la canzone di Mara Sattei, ci sono molto le vibes di film Disney. Con il suo candido e sbrilluccicante sembra veramente una principessa. Orecchiabile ed emozionante. Il ritornello, però, non entra subito nella testa.
Luché – ‘Labirinto’: voto 5. Luché live porta sul palco qualche stonatura di troppo. La canzone è più forte nelle strofe che nel ritornello. Essendo un rap, molto probabilmente, avrebbe dovuto portare meno strofe cantante. Il ritornello non entra in testa perché debole. Scandire meglio le parole aiuterebbe.
Tommaso Paradiso – ‘I romantici’: voto 7. Una canzone d’amore classica che ci si aspetterebbe proprio da un artista come Tommaso Paradiso. Manca un ritornello orecchiabile e forte, ma la melodia c’è e le parole pure. Il pubblico che lo segue da sempre non è rimasto stupito, ma nemmeno deluso.
Elettra Lamborghini – ‘Voilà’: voto 4. Probabilmente la ascolteremo tutta l’estate sulle spiagge, ma resta comunque effimera. Il testo è debole, la melodia non è niente di nuovo. L’esibizione era un po’ spenta rispetto al suo solito, poco energica. Il balletto è studiato per diventare un meme sui social e per essere sicuramente riprodotto nei prossimi mesi.
Patty Pravo – ‘Opera’: voto 4.5. Una di quelle canzoni che skippi appena inizia su Spotify e non perché Patty Pravo non sia una grande artista. Tiene il palco con una grande naturalezza, come una vera diva. Il problema è che la canzone risulta non porta nulla di nuovo, sembra già vecchia e banale.
Raf – ‘Ora e per sempre’: voto 4.5. Non lascia il segno ed è il risultato di una serie di canzoni già sentite nella sua produzione artistica. Da un cantautore di testi rimasti nella storia come Infinito e Cosa resterà degli anni ’80, ci si sarebbe aspettati molto di più. Avremmo voluto sentire molta più emozione.
J-Ax – ‘Italia starter pack’: voto 6.5. Testo pensato per restare nella mente e lasciare un messaggio ed è proprio quello che ha fatto J-Ax sul palco dell’Ariston. Una canzone che rappresenta a pieno il suo stile.
Fulminacci – ‘Stupida sfortuna’: voto 7.5. Resta nella mente fin dal primo ascolto, arriva al cuore e alla mente. Un testo che ci si aspetterebbe proprio da un cantautore come Fulminacci che, dopo la sua Santa Marinella, alza l’asticella. Bravo.
Levante – ‘Sei tu’: voto 6.5. Una ballata d’amore che emoziona, grazie anche alla sua splendida voce e a una presenza scenica che lascia il segno. Levante, però, colpisce di più quando porta testi critici e ironici e con una musicalità decisamente più accesa.
Fedez e Marco Masini – ‘Male necessario’: voto 7.5. Le voci di Marco Masini e Fedez sembrano essere state create appositamente per cantare insieme. Il contrasto tra cantautorato e rap suona molto bene. Il testo resta impresso, così come il ritornello. Sa di già sentito? Forse sì, vista la cover dello scorso anno. Non ci dà l’effetto wow proprio per questo, ma suona bene.
Ermal Meta – ‘Stella stellina’: voto 6.5. La musica colpisce e si sente che dietro c’è Dardust. Il testo punta a colpire l’ascoltatore. Ermal porta una storia tragica di Gaza sul palco dell’Ariston e lo fa con orgoglio. Il ritornello, però, non entra in testa e sembra a tratti estremamente semplice. Il resto del brano è però ricco di concetti che entrano dentro.
Serena Brancale – ‘Qui con me’: voto 7. La sua voce è forte e melodica, arriva dritta al cuore, così come il testo di questa canzone. Certamente un brano che risulta del tutto inaspettato visto il suo stile e i tormentoni dello scorso anno. Forse, proprio per questo, ha fatto centro.
Nayt – ‘Prima che’: voto 7. Una canzone sulla vita che arriva dritta al punto. Un testo che rimanda al pensare troppo e a quanto, molto spesso, si venga additati per questo. Nayt porta sul palco dell’Ariston se stesso senza snaturarsi ed è proprio per questo che risulta credibile e colpisce.
Malika Ayane – ‘Animali notturni’: voto 6. Porta sul palco una canzone diversa dal solito, più orecchiabile e musicale. Ci saremmo aspettati tutti un brano più soft e invece stupisce con una melodia nuova e travolgente.
Eddie Brock – ‘Avvoltoi’: voto 4. La canzone non è assolutamente all’altezza di quella che lo ha reso virale, Non è mica te che arrivava dritta al cuore. Il testo è fin troppo semplice, così come anche il messaggio d’amore che vuole lanciare. Dopo il brano diventato virale così forte ci saremmo aspettati un altro tipo di ballad. Forti anche le imprecisioni canore.
Sal Da Vinci – ‘Per sempre sì’: voto 6. Sal da Vinci porta vitalità e senso di appartenenza tutto partenopeo sul palco dell’Ariston. Il pubblico lo ama e si vede, a lui piace sentirselo dire. Non si può dire che non sia stata travolgente.
Enrico Nigiotti – ‘Ogni volta che non so volare’: voto 6.5. Emoziona e la sua voce lascia il segno. Ricorda un po’ troppo Nonno Hollywood. Sa tenere il palco e negli occhi si legge tutta la passione per quello che fa. Coraggiosa la scelta di non portare un vero e proprio ritornello.
Tredici Pietro – ‘Uomo che cade’: voto 5.5. Tredici Pietro porta se stesso sul palco e piace proprio per questo. Il brano ha una musica non contemporanea e per questo colpisce. Bello il suo modo di reppare e di interpretare, peccato per l’intonazione che nella parte finale ha tentennato.
Chiello – ‘Ti penso sempre’: voto 6.5. Non male, in pieno stile Chiello. Bello il giro di chitarra, ma del resto si sente la presenza musicale di Tommaso Ottomano, il chitarrista che abbiamo visto sul palo lo scorso anno con Lucio Corsi. Lo stile che ha portato sul palco, però, lo ricorda fin troppo.
Bambole di Pezza – ‘Resta con me’: voto 6.5. Un rock travolgente e bella presenza scenica sul palco. La musicalità del brano resta però più impressa delle parole. Anche in questo caso, scandire meglio sarebbe perfetto.
Samurai Jay – ‘Ossessione’: voto 4.5. Un mix di canzoni già ascoltate che rimandano anche a canzoni spagnole, di quelle che hanno fatto il botto nell’estate 2012. Ci saremmo aspettati molta più identità da un rapper come lui.
