Oggi, lunedì 4 maggio, non andrà in onda ‘Lo stato delle cose’. Il programma è fermo dal 13 aprile e, al suo posto, la tv pubblica ha scelto ‘Newsroom’ di Monica Maggioni. Il prossimo settembre rivedremo Massimo Giletti? Ecco come stanno le cose.
Lo Stato delle cose si è fermato a metà aprile, dopo una stagione partita in sordina ma chiusa con ascolti in crescita fino all’8% di share, considerati molto buoni per Rai3 dagli esperti di televisione. D’altronde, alzi la mano chi ricorda programmi nuovi che su Rai3 negli ultimi cinque anni hanno ottenuto ascolti straordinari. Report a parte, il terzo canale della tv di Stato ha veramente pochi format che interessano al grande pubblico.
Interrogata sul perché Giletti si sia fermato il 13 aprile anziché a fine maggio come la maggior parte dei programmi simili, la Rai ha parlato di conclusione prevista dal piano editoriale, con un numero di puntate concordato fin dall’inizio, ma agli occhi del pubblico la fine del programma è apparsa anticipata, proprio nel momento in cui il talk aveva trovato il suo equilibrio. Paolo Corsini ha spiegato che c’è stato un aumento di due puntate rispetto al numero concordato in estate con Giletti.
Sui social molti spettatori hanno contestato lo stop, leggendo la scelta come una sorta di “punizione” per un programma considerato scomodo. A peggiorare il clima ha contribuito lo sfogo in diretta di Giletti, con la frase diventata virale: “Noi non saremo in onda perché, si sa, i programmi che funzionano… sapete che fine fanno”, interpretata come una frecciata diretta ai vertici Rai.
Cosa si muove sul futuro di Giletti
Il nodo centrale è il contratto: l’accordo di Giletti con la Rai scade a giugno e diverse ricostruzioni raccontano un clima teso a viale Mazzini, con il conduttore irritato per la gestione del programma e un’azienda ancora prudente sul rinnovo. Il contratto del giornalista non è ‘leggero’ dal punto di vista economico.
Retroscena recenti parlano di un faccia a faccia recentissimo tra Giletti e l’amministratore delegato Giampaolo Rossi, un pranzo definito “chiarificatore”, da cui sarebbe uscita una disponibilità a trattare su un eventuale prolungamento, ma con vari nodi ancora aperti. Parallelamente, altre fonti continuano a parlare di rinnovo “appeso a un filo” e di un conduttore deciso a non accettare a qualsiasi condizione.
Lo Stato delle cose tornerà?
Secondo quanto filtra da ambienti Rai, Lo Stato delle cose è previsto nei palinsesti della stagione 2026-2027, ma il suo ritorno è subordinato all’esito della partita contrattuale di Giletti. Difficile, infatti, che il programma vada in onda se effettivamente il giornalista torinese dovesse lasciare (di nuovo) l’azienda. In un’intervista a ‘La Nuova Sardegna’ ha perfino sganciato una ‘bomba’. In riferimento a un suo passaggio a Mediaset, ha dichiarato: “Mai dire mai nella vita”.
Ufficialmente l’azienda insiste sul fatto che non ci sia stata una cancellazione, ma la fine naturale di un ciclo, con la porta aperta a una nuova edizione. Al momento, però, niente è blindato: senza un vero disgelo nei rapporti e senza garanzie sull’impostazione editoriale, non è affatto scontato che Giletti scelga di rimettersi al timone del talk nelle stesse condizioni. Come andrà a finire? Ci sbilanciamo e diciamo che ‘Lo stato delle cose’ tornerà anche per la prossima stagione. D’altronde è l’anno prima delle elezioni e bisogna scontentare meno gente possibile…




