Chi si occupa della produzione dei motori della Dacia? Ha alle spalle un gigante dell’auto

Alle spalle di uno dei marchi più in voga del momento, la Dacia, c’è in realtà un vero e proprio colosso dell’automotive.

Negli ultimi anni il marchio Dacia è salito alla ribalta in tutta Europa grazie ad un restyling visivo e non solo che ha spinto questo brand sino alle stelle. Oggi, infatti, la Sandero è una delle vetture più vendute nel Vecchio Continente e il merito è soprattutto di chi ha lavorato a questa botta di freschezza.

Per prima cosa si è lavorato molto sui gruppi ottici sia anteriori che posteriori, che oggi hanno questa firma distintiva geometrica, spigolosa, che va a creare tante “D”. Anche il design dei modelli è cambiato assumendo un tratto univoco, con queste linee sinuose nelle fiancate, che si spezzano sulla parte anteriore e posteriore donando aggressività a queste vetture. Ultima cosa poi il logo, che ha messo in naftalina la vecchia scritta Dacia su scudetto argentato, per dare vita un nuovo brand più material design.

Dacia è un’azienda romena, con sede principale a Pitesti. Il marchio ci tiene molto alla propria identità, tanto è vero che spesso possiamo vedere sulle fiancate delle sue auto delle coordinate inserite con uno sticker, che stanno proprio ad indicare il luogo dove queste auto vengono poi prodotte.

Dacia, come diventa ciò che è oggi

A metà degli anni ’60 le autorità romene decisero fosse necessario per il Paese produrre in loco una vettura con licenza da un produttore straniero. Parteciparono al concorso varie Case e tra queste figuravano Renault, Peugeot, FIAT, Alfa Romeo e Austin. Alla fine si optò per la Renault e si partì come primo modello con la Renault 8. Il primo modello interamente progettato in Romania però è datato solo 1995, quando uscì sul mercato la Dacia Nova. Nel 1999, invece, Renault decise di acquistare il 51% dell’azienda e questo portò ad uno sviluppo clamoroso del marchio.

Dacia, come diventa ciò che è oggi
Dacia Jogger (Media Press) – Tuttonotizie.eu

Oggi, infatti, Dacia non solo monta i motori Renault, ma anche diverse componenti derivanti da altre vetture della Casa francese. D’altronde è prassi fare cose del genere nei grandi Gruppi. Questo, infatti, permette di abbassare tantissimo i costi dello sviluppo e della produzione di un pezzo quando questo viene montato su più vetture. Volete un esempio palese? La leva del cambio della Dacia Sandero la trovate praticamente identica anche su diversi modelli Renault come la Clio e la Captur. La forza del marchio della Losanga però è stato quello di non trasformare Dacia in un semplice brand di Serie B, ma in un marchio affidabile e con una sua identità ben precisa.