Negli anni non tutte le FIAT hanno avuto lo stesso successo. C’è un modello in particolare però che si è rivelato un vero flop.
FIAT ha sempre operato nel mercato delle auto utilitarie con un ottimo riscontro. Allo stesso tempo però ha anche attraversato diverse crisi, dovute ad alcuni errori strategici. Uno di questi si chiama FIAT Stilo. Presentata al Salone dell’automobile di Ginevra nel 2001, l’auto in questione si proponeva come erede della Bravo/Brava. Per il mercato europeo veniva costruita in Italia e precisamente presso gli stabilimenti di Cassino.
Sin dall’inizio la Stilo è stata proposta in 2 differenti versioni: slanciata e sportiva la 3 porte, più “familiare” la 5 porte. Era un’auto audace per l’epoca e FIAT, con questa vettura, aveva deciso di scendere in campo contro Volkswagen Golf e Ford Focus. Per questo motivo aveva deciso di creare qualcosa di nuovo e di qualità superiore rispetto ai precedenti modelli.
FIAT Stilo: i motivi del disastro
La FIAT Stilo in se non fu quello che si può definire un’auto flop, vendette abbastanza, a livello di sicurezza prese 4 stelle su 5 ai test Euro NCAP 2005 e in generale è una vettura che ancora oggi piace molto. Il problema però è che la Casa torinese, nella sola fase di lancio, spese circa 900 milioni di euro, di questi 700 servirono per la sua industrializzazione e 200 per lo sviluppo.

La FIAT aveva programmato durante gli studi di fattibilità, di rientrare dei costi vendendo circa 200.000 esemplari l’anno, alla fine del ciclo di vita della Stilo però le auto vendute furono 790.000. Non poche per carità, ma ben al di sotto delle stime. Ogni singola Stilo venduta costò a FIAT 2.400 euro e alla fine il modello pesò complessivamente sulle casse del marchio per un totale di oltre 2 miliardi di euro. Questo gigantesco flop economico spinse FIAT sull’orlo della bancarotta e ancora oggi questo modello risulta essere il più costoso mai sviluppato nella storia del marchio. Fortunatamente, dopo anni difficili, come sappiamo, la FIAT riuscì a riprendersi da questa botta.
