Va alle Poste e perde 50mila euro per un errore: la svista risulta fatale

Una signora che si è recata alle Poste ha ricevuto una brutta sorpresa dall’operatore. Scopriamo nello specifico di cosa si tratta.

I buoni fruttiferi possono essere un ottimo strumento per far crescere dei soldi che altrimenti resterebbero lì fermi ad ammuffire. Naturalmente però bisogna fare molta attenzione sui regolamenti di riscossione, onde evitare di finire per perdere poi tutto. Purtroppo questo è quanto accaduto ad una risparmiatrice di Ferrara.

Nel 2023 una donna è andato nell’ufficio postale di fiducia per incassare i suoi buoni da 50mila euro, più gli interessi ventennali. Lì però si è ritrovato dinanzi ad un’amara scoperta. La signora aveva acquistato quei buoni nel 2001, erano 5 buoni per un valore totale di 50mila euro con un tasso del 35%.

Perché non era più possibile riscuotere il buono fruttifero?

In poche parole quei buoni, secondo la signora, erano scaduti nel 2021, quindi 2 anni prima. Ricordiamo che da regolamento si hanno a disposizione 10 anni per poterli incassare. L’ufficio postale però si è rifiutato categoricamente di emettere denaro e così sono finiti in causa. Il giudice della prima sezione civile del Tribunale di Ferrara però ha rigettato tutto.

A quanto pare, infatti, i buoni fruttiferi della signora erano quelli da 6 anni e non da 20 e quindi erano scaduti in realtà nel 2007 e dovevano essere ritirati entro e non oltre il 2017. La signora ha sostenuto che non le fosse stato consegnato il foglio informativo con le informazioni necessarie per la riscossione. La signora potrebbe quindi provare a fare ricorso in Appello, vero è che di recente la Cassazione si è espressa sulla questione del foglio informativo ritenendo un requisito non necessario. Secondo il Tribunale, per la precisione, il termine di prescrizione sarebbe finito il 3 marzo 2017. Certo è, che se così dovesse andare a finire, la signora ha visto andare in fumo i propri risparmi di una vita per una dimenticanza, un vero peccato.