I giornalisti sportivi stanno pian piano sparendo dalle TV. Cerchiamo di capire nel dettaglio cosa si cela dietro questo fenomeno.
Il giornalismo sportivo è morto, può sembrare una frase forte eppure è la realtà. Certo questo spicchio di professionisti naturalmente subisce il cotesto di crisi più ampio che sta vivendo l’intera editoria, ma c’è qualcosa di più. Molti anni fa eravamo abituati a guardare trasmissioni di approfondimento sportivo (perlopiù calcistiche), dove al centro di tutto c’erano i giornalisti che parlavano, si scambiavano opinioni e davano il proprio giudizio sui fatti del giorno. Oggi tutto questo non c’è più, è sparito dai nostri salotti televisivi.
Per carità il dibattito continua ad esserci e le trasmissioni anche, ma sono spariti i giornalisti, relegati ormai al mero compito di reggi microfoni, nel silenzio più totale di una categoria sempre di più svilita e abituata al peggio. A sostituirli ci hanno pensato i cosiddetti talent, ex calciatori e allenatori, lautamente pagati, che finiscono per diventare protagonisti televisivi a discapito di tanti giovani giornalisti che non trovano più spazio nei palinsesti.
Niente più giornalisti sportivi in TV: ecco che fine hanno fatto
Hanno ucciso il giornalismo sportivo quindi e l’hanno fatto alla luce del sole e in parte è anche colpa degli stessi giornalisti. Si perché spesso in passato si è preferito puntare sul talent di turno piuttosto che sul collega per evitare qualsiasi sovrapposizione di sorta. Oggi, fateci caso, nelle trasmissioni sportive solitamente il giornalista ricopre solo il ruolo di presentatore ed è affiancato da uno stuolo di ex calciatori, che parlano e danno la loro opinione. Naturalmente, senza nulla togliere alla professionalità di questi ultimi, spesso i giocatori sono amici di coloro che intervistano e se da un lato questo crea dei siparietti goliardici carini, dall’altro appiattisce completamente il dibattito. Non vengono più fatte domande scomode e si va avanti con un tornado di complimenti reciproci.
I social naturalmente hanno fatto il resto con tanti di questi talent che forti di un seguito dovuto alla propria carriera da sportivi, poi sfruttano questa notorietà per crearsi un seguito che spinge le TV ad ingaggiarli. Gli esempi sono tanti e su un po’ tutte le reti. Oggi in TV vediamo gli stessi giornalisti sportivi che c’erano 20 anni fa, perché sono quelli che comunque si sono creati nel tempo una certa notorietà, il futuro però potrebbe assottigliare ancora di più la quota di questi professionisti in TV.
