Le Seychelles del Mediterraneo sono in Corsica: l’arcipelago selvaggio da sogno che pochi conoscono

Le Seychelles del Mediterraneo sono le Isole Lavezzi che galleggiano nel tratto di mare a metà tra la Corsica e la Sardegna.

Le Isole Lavezzi appartiene geograficamente alla Francia e sono un arcipelago protetto. L’area fa parte della Riserva Naturale delle Bocche di Bonifacio dal 1982. Qui il granito emerge dall’acqua con forme smussate dal tempo e dalla salsedine. I navigatori del passato temevano questi scogli affioranti. Oggi i turisti cercano le piccole baie nascoste tra i massi giganti. L’isola principale si chiama Lavezzu. Non ospita residenti stanziali, porti attrezzati o strutture ricettive. L’ambiente appare privo di costruzioni moderne. Si cammina su sentieri battuti tra la macchia mediterranea bassa. Il sole colpisce le pietre chiare senza incontrare zone d’ombra naturali.

A pochi chilometri sorge l’Isola di Cavallo. Al contrario di Lavezzu, questa è una proprietà privata con ville di lusso. Solo gli ospiti del locale hotel o i residenti possono circolare liberamente. Sull’isola si muovono esclusivamente piccoli veicoli elettrici silenziosi. Il fondale marino ospita estese praterie di Posidonia oceanica. Questa pianta marina garantisce la trasparenza estrema delle acque. Molte specie di pesci popolano i dintorni degli scogli. La fauna selvatica include uccelli rari monitorati dai biologi della riserva. L’approdo a Lavezzu avviene su un molo in legno. Da qui si snodano percorsi verso Cala Lazarina e Cala Achiarina. I turisti portano con sé scorte d’acqua e cibo. L’isola non offre punti di ristoro o servizi igienici pubblici.

Corsica
Isole Lavezzi in Corsica – tuttonotizie.eu

Cosa vedere in Corsica tra le calette di Lavezzu e i segreti dell’Isola Piana

Il sentiero che attraversa Lavezzu richiede circa un’ora di cammino. Il terreno è arido e punteggiato da massi di granito grigio. Lungo il tragitto si incontrano due piccoli cimiteri recintati. Questi luoghi ospitano i resti dell’equipaggio della fregata Sémillante. La nave fece naufragio nel 1855 proprio contro queste rocce. Il silenzio domina la parte centrale dell’isola. Poco distante sorgono i ruderi di una cappella medievale dedicata a Santa Maria. Si vedono anche tracce di antichi ovili in pietra.

Cala della Chiesa è una delle spiagge più riparate dal vento. L’acqua mantiene sfumature che variano dal verde smeraldo al blu profondo. Le rocce circondano l’arenile e proteggono i bagnanti dalle correnti esterne. Qui il mare resta calmo anche quando il vento soffia forte. Spostandosi verso la costa corsa si incontra l’Isola Piana. Durante la bassa marea si forma una striscia di sabbia bianca. Questo istmo naturale collega l’isola alla spiaggia di Piantarella. Le persone attraversano il tratto di mare camminando con l’acqua alle caviglie.

Le barche private devono rispettare regole rigide per l’ancoraggio. È vietato gettare l’ancora sulle zone di prateria marina protetta. Le autorità francesi effettuano controlli frequenti per preservare l’ecosistema fragile. Per arrivare alle Lavezzi si acquistano i biglietti presso i chioschi di Bonifacio. Il tragitto dura circa trenta minuti. Al ritorno i traghetti costeggiano le falesie di calcare bianco della città alta. Le rocce presentano forme che richiamano profili di animali o volti umani. La salsedine scava piccoli fori nella pietra chiamati taffoni. Questo spettacolo naturale chiude la giornata prima dell’ultima corsa dei traghetti. L’assenza di inquinamento luminoso rende il cielo notturno molto limpido. Tuttavia, la permanenza notturna sull’isola di Lavezzu non è consentita. I turisti rientrano nei porti di Bonifacio o Porto Vecchio entro il tramonto. Il paesaggio torna così ad appartenere esclusivamente alla fauna locale.