Stasera in tv su Cine34, alle 21:00, va in onda L’allenatore nel pallone.
L’allenatore nel pallone è un film del 1984 che rappresenta il vertice della carriera di Lino Banfi. L’attore pugliese interpreta Oronzo Canà, un tecnico disoccupato che riceve una chiamata inaspettata dalla Longobarda. La squadra ha appena ottenuto la promozione in Serie A e cerca una guida per affrontare il massimo campionato. Il regista Sergio Martino costruisce un racconto che mescola sport e commedia slapstick. Il presidente della società, il commendator Borlotti, interpretato da Camillo Milli, ha piani precisi per il club. La sua strategia non prevede però investimenti milionari o grandi campioni. Borlotti affida a Canà una rosa limitata e un budget quasi inesistente. Il tecnico deve gestire giocatori come Speroni, interpretato da Stefano Davanzati, e il duo comico formato da Gigi Sammarchi e Andrea Roncato.
La narrazione si sposta rapidamente dal calciomercato italiano alle spiagge del Brasile. Qui Oronzo Canà cerca il colpo di genio per salvare la stagione. Incontra Aristoteles, un giovane talento sconosciuto interpretato da Urs Althaus. Il ragazzo soffre di nostalgia di casa, ma possiede doti atletiche superiori. Il suo inserimento nella Longobarda diventa il fulcro della trama sportiva e umana. Il film mostra le difficoltà di integrazione di un atleta straniero in una provincia italiana degli anni Ottanta. L’opera è celebre per i numerosi cameo di figure reali del calcio. Sullo schermo appaiono campioni come Roberto Pruzzo, Ciccio Graziani e Carlo Ancelotti. Gli spettatori riconoscono anche giornalisti storici come Giampiero Galeazzi, Aldo Biscardi e Nando Martellini. Queste presenze rendono il racconto verosimile nonostante i toni farseschi. Il film documenta un’epoca precisa del calcio italiano, fatta di stadi pieni e trasmissioni cult come Il Processo del Lunedì.

Stasera in tv L’allenatore nel pallone: la tattica della bi-zona e il destino della Longobarda tra realtà e finzione
Uno degli elementi più citati del film è senza dubbio la bi-zona. Oronzo Canà teorizza un modulo tattico rivoluzionario basato sul movimento simultaneo dei giocatori. Il 5-5-5 diventa il simbolo della sua filosofia calcistica confusa ma appassionata. La pellicola descrive le domeniche di campionato contro squadre blasonate come la Roma, la Fiorentina e la Lazio. Ogni partita è una battaglia per la sopravvivenza in classifica. Canà deve resistere alle critiche dei tifosi e alle pressioni della dirigenza.
Il rapporto tra l’allenatore e sua moglie Mara, interpretata da Giuliana Calandra, aggiunge una dimensione domestica alla storia. La famiglia Canà vive le tensioni della Serie A tra scaramanzie e piccoli drammi quotidiani. Il film evita i toni drammatici per mantenere un ritmo serrato. Le gag si susseguono nelle stanze degli alberghi e negli spogliatoi. La sceneggiatura punta sui malintesi linguistici di Lino Banfi e sulla sua mimica facciale unica. Il personaggio di Oronzo Canà incarna l’uomo comune che affronta un sistema più grande di lui.
L’allenatore nel pallone ha generato un impatto culturale duraturo. Nel 2008 è uscito un sequel, ma il primo capitolo rimane il termine di paragone insuperato. Nel 2014, l’Associazione Italiana Allenatori Calcio ha consegnato a Banfi un riconoscimento onorario. Questo gesto testimonia come la figura di Oronzo Canà sia entrata nel vocabolario tecnico e sentimentale dello sport italiano. La messa in onda di stasera in tv permette di osservare nuovamente i meccanismi di una commedia che ha influenzato il linguaggio sportivo per decenni. Non resta che sintonizzarsi in tempo su Cine34.
