La truffa del Gratta e Vinci da 25 milioni di euro: ecco come intascavano i soldi e scoprivano solo i biglietti vincenti.
Una truffa silenziosa e ‘sofisticata’, costruita nei minimi dettagli. Il caso dei Gratta e Vinci da 25 milioni di euro ha scosso l’opinione pubblica e ha messo in discussione la fiducia in uno dei giochi più diffusi in Italia. Dietro quella che per tanti è sempre stata una piccola speranza, si nascondeva un sistema di truffa studiato nei minimi dettagli per scoprire quali fossero i biglietti vincenti prima ancora che riuscissero ad arrivare nelle mani dei clienti.
La truffa dei Gratta e Vinci da 25 milioni di euro: così intascavano tutti i soldi
Tutto ha avuto inizio tra il 2016 e il 2019, quando cinque ex dipendenti di Lottomatica Holding, nota società concessionario dello Stato per il gioco, avrebbero usato le proprie competenze informatiche per accedere a importanti sistemi interni. Non si sarebbe trattata di un’azione improvvisata. Stando a quanto avrebbero scoperto gli acquirenti, il gruppo avrebbe sviluppato un software capare di analizzare la distribuzione dei tagliandi nelle ricevitorie. In questo modo, sarebbero riusciti a capire in anticipo quali biglietti nascondevano premi più importanti.

A quel punto, sarebbe entrata in gioco la fase più delicata. I biglietti vincenti non sarebbero finiti nelle mani direttamente degli indagati. Anzi, amici e parenti li avrebbero a loro volta acquistati. Una strategia ben pensata per non attirare sospetti e rendere più difficile il collegamento delle vincite con il sistema fraudolento. Avrebbero così incassato milioni senza lasciare tracce evidenti. La Guardia di Finanza di Roma ha scoperto il meccanismo nel 2020. Le indagini hanno portato la Procura della Corte dei Conti del Lazio a contestare un danno erariale superiore a 25 milioni di euro. Una grande cifra che rappresenta denaro sottratto in modo indiretto allo Stato. Se molti di quei premi non fossero stati riscossi, avrebbero comunque contribuito alle entrate pubbliche.
Il danno non è stato solo economico. La vicenda ha colpito anche l’immagine delle istituzione e del sistema dei giochi statali. La fiducia dei cittadini viene messa certamente a dura prova quando emergono episodi di questo tipo. Le modalità di riscossione dei premi seguono procedure ben precise e regolamentate. Per quanto riguarda gli importi più bassi si può incassare direttamente nei punti vendita autorizzati. Per quanto riguarda le cifre più alte, entrano in gioco banche e uffici dedicati, con controlli ancora più rigorosi. Sono proprio questi meccanismi, pensati per garantire più trasparenza, ad essere stati aggirati a causa dell’accesso illecito ai sistemi informatici.
