“Quanto mi pagano le persone per piangere insieme a loro in spiaggia”, l’incredibile lavoro di un uomo a Mumbai

Un uomo di Mumbai ha un lavoro stranissimo: viene pagato per ascoltare i problemi della gente in spiaggia. Ecco il suo tariffario.

Sulla sabbia bagnata di una spiaggia di Mumbai, tra il rumore del Mar Arabico e il caos della metropoli, un uomo siede con un cartello di cartone. Si chiama Prithviraj Bohra. Non vende cibo di strada, non offre massaggi e non è un santone. Il suo prodotto è l’attenzione. Sul cartello, scritto a mano in lingua hindi, compare una frase diretta: “Kisi ko apna dukh sunana hai to main sun sakta hun”. In italiano significa: “Se qualcuno vuole condividere il suo dolore, io posso ascoltare”.

Il video della sua attività è diventato virale su X, Instagram e YouTube in poche ore. Le immagini mostrano Bohra mentre spiega il suo modello di business a un passante incuriosito. Non si tratta di volontariato, ma di un servizio con un listino prezzi preciso. L’uomo ha categorizzato la sofferenza umana in tre scaglioni monetari. Chiede 250 rupie (circa 3 euro) per ascoltare problemi minori o quotidiani. Il prezzo sale a 500 rupie (circa 6 euro) per questioni più serie e profonde. La tariffa massima raggiunge le 1.000 rupie, poco più di 11 euro al cambio attuale. Questa cifra permette al cliente di sedersi e, se necessario, piangere insieme a lui.

Mumbai
Un uomo in spiaggia a Mumbai vende il suo ascolto per pochi euro – tuttonotizie.eu

A Mumbai nasce il business dell’empatia: tra startup geniali e crisi della solitudine urbana

Bohra non offre soluzioni mediche. Non possiede una laurea in psicologia. Non dispensa consigli su come risolvere crisi finanziarie o sentimentali. Si limita a restare presente. Quando qualcuno gli chiede se il sistema funzioni davvero, lui risponde con estrema calma: “Sì, la gente viene”. Mumbai è il cuore finanziario dell’India, una città che non dorme mai. Qui la salute mentale è spesso un tabù o un lusso per pochi. Bohra occupa uno spazio fisico sulla spiaggia, un luogo pubblico dove la solitudine individuale incontra la folla. Molti utenti sui social media hanno iniziato a chiamarlo “il terapeuta della strada”. Altri vedono in lui un opportunista che monetizza la disperazione altrui.


Il dibattito generato dal video di Prithviraj Bohra ha diviso drasticamente l’opinione pubblica globale. Da un lato, molti definiscono l’iniziativa come la “prossima grande idea per una startup”. In un’economia dove si paga per il tempo degli altri, vendere l’ascolto sembra un’evoluzione naturale del mercato dei servizi. Dall’altro lato, la critica sociale è feroce. Pagare per piangere con uno sconosciuto indica un vuoto che i servizi tradizionali non riescono a colmare.

Gli esperti di dinamiche sociali analizzano il fenomeno. Bohra non ha barriere d’ingresso. Non serve un appuntamento. Basta una camminata sulla spiaggia e qualche banconota. Questo “pronto soccorso emotivo” low-cost attira chi non può permettersi un aiuto professionale. Allo stesso tempo, solleva dubbi sulla sicurezza di affidare traumi profondi a chi non ha una formazione specifica.