Non uscirà al cinema – alias è stato cancellato, un film Pixar che si attendeva da 3 anni: Be Fri. I motivi dietro la scelta della casa di produzione.
L’ultima decisione dei vertici di Emeryville angoscia i fan dei film d’animazione. Secondo quanto riportato da Everyeye, Pixar Animation Studios ha ufficialmente interrotto la produzione del suo progetto più misterioso. Tre anni di lavoro costante buttati via. Il titolo provvisorio della pellicola era Be Fri e doveva rappresentare il grande ritorno all’originalità pura per lo studio di Topolino. La notizia arriva come un fulmine a ciel sereno per i fan di Toy Story e Alla ricerca di Nemo. Negli ultimi mesi, la strategia di The Walt Disney Company è apparsa chiara. Il colosso dell’intrattenimento cerca sicurezza economica sopra ogni cosa. I recenti risultati al botteghino di film come Elio hanno spinto i dirigenti a una riflessione profonda. Pete Docter, attuale Chief Creative Officer di Pixar, ha firmato l’ordine di stop definitivo.
Be Fri non era un semplice cartone animato. Il lungometraggio esplorava la fine di un’amicizia durante l’adolescenza. Si trattava di un tema mai affrontato con tale profondità dal cinema mainstream. Gli artisti dello studio lavoravano ai bozzetti e allo storyboard dal 2023. La data di uscita iniziale era prevista per l’estate del 2025. Poi, un primo rinvio aveva lasciato spazio proprio ad Elio, pellicola che ha subito diverse modifiche strutturali. La cancellazione di un titolo originale Pixar sposta l’asse produttivo piuttosto verso i sequel. Il mercato attuale sembra premiare solo i marchi già noti al grande pubblico. Il rischio creativo diventa un lusso che nemmeno il padre di Wall-E e Up può più permettersi di correre.
Pixar: la cancellazione di Be Fri e la nuova direzione di Pete Docter
La rottura di un legame tra adolescenti è un processo doloroso e complesso. Be Fri voleva analizzare le cicatrici invisibili di questo distacco. Non c’erano mostri sotto il letto o viaggi nello spazio. La trama restava ancorata alla realtà psicologica dei protagonisti. Era un approccio simile a quello visto in Inside Out, ma privo della componente fantastica dei sentimenti antropomorfizzati. Forse, proprio questa eccessiva aderenza alla realtà ha spaventato i distributori.

Pete Docter ha spiegato la situazione in una recente intervista tecnica. Il CEO ha ammesso che il ritorno economico di certi progetti non è più garantito. La Pixar deve proteggere i propri dipendenti e la propria stabilità finanziaria. Questo significa tagliare i rami che non assicurano un successo globale immediato. La decisione segue anche la controversa rimozione delle tematiche queer da altri progetti in corso. Lo studio punta ora a storie più universali e meno divisive per i mercati internazionali.
Purtroppo i dati parlano chiaro. I film originali faticano a riempire le sale dopo la pandemia di Covid-19. Le piattaforme di streaming come Disney+ hanno cambiato le abitudini di consumo. Un film Pixar oggi deve essere un evento globale per giustificare costi di produzione superiori ai duecento milioni di dollari. Il sipario cala dunque su Be Fri senza alcuna possibilità. Intanto, si parla di un forte investimento su Toy Story 5 e su nuovi spin-off legati all’universo di Cars. Pixar sceglie la strada della prudenza e del consolidamento. I fan restano in attesa di capire quale sarà la prossima mossa di Pete Docter per risollevare le sorti dello studio più famoso del mondo.
