Ogni volta che ti avvicini a un Bancomat per prelevare, ti rechi allo sportello Automatic Teller Machine (ATM) della tua banca, inserisci la carta di debito o la carta di credito nel lettore, digiti il tuo codice PIN sulla tastiera e aspetti il rumore del conteggio delle banconote. Ma potrebbe succedere che lo schermo si blocchi, il denaro non esca e, cosa ben peggiore, la tua tessera rimanga incastrata dentro. È questa la truffa del filo invisibile.
La truffa del filo invisibile al Bancomat non è un attacco hacker sofisticato o di un malware. È un metodo analogico, quasi rudimentale, che sfrutta come ‘arma’ un sottile filo di nylon o un filo da pesca trasparente. I malintenzionati lo inseriscono all’interno della fessura del chip reader. È proprio questo filamento che impedisce l’espulsione meccanica della carta plastificata. Per il sistema informatico di Poste Italiane o di istituti come Intesa Sanpaolo o Unicredit, la sessione è ancora aperta o in errore tecnico. La vittima crede a un guasto hardware, ma la realtà è molto peggiore. Il truffatore è spesso a pochi metri da chi viene truffato, osserva ogni mossa e aspetta solo il momento in cui la guardia verrà inevitabilmente abbassata.
Mentre tu – che stai per essere truffato – cerchi di capire cosa fare, una persona apparentemente gentile si avvicina per darti una mano. Potrebbe sembrare un signore bene intenzionato o un ragazzo che si domanda come potrà fare lui se dovesse trovarsi nella stessa situazione. Ti suggerisce di digitare ancora una volta il PIN o di premere il tasto ‘Annulla’ ripetutamente. In preda all’ansia, accetti il consiglio. In quel momento, lui memorizza visivamente le cifre segrete che tutte le volte utilizzi per accedere alla carta. Hai appena consegnato le chiavi del tuo conto corrente a un perfetto sconosciuto, senza rendertene conto.

Perché la banca non può aiutarti subito con la truffa del filo invisibile al Bancomat e come salvarti la vita (economica)
Molti utenti pensano che una telefonata immediata al servizio clienti risolva tutto. Purtroppo, la realtà tecnica è diversa. Se la carta è bloccata fisicamente dal filo, il sensore interno non segnala l’espulsione. Finché non ti allontani, il ladro non può agire. Ma al tempo stesso la banca non può “disintegrare” la carta da remoto. Può solo disabilitarla, operazione che a volte richiede minuti preziosi durante i quali il ladro, se ha già il PIN, potrebbe effettuare un prelievo rapido e rubare una quantità discreta di denaro.
Il vero pericolo della truffa del filo invisibile è il fattore tempo. Il malvivente attende che tu entri in filiale o che ti allontani per cercare un telefono. Appena giri l’angolo, lui tira il filo, recupera la tua tessera intatta e scappa verso il prossimo sportello Multibanca. In meno di sessanta secondi, il tuo massimale giornaliero – che, a questo punto, per fortuna esiste – potrebbe essere azzerato.
Come puoi difenderti efficacemente da questa truffa? Esistono segnali specifici che non devi ignorare. Prima di inserire la carta, basta passare un polpastrello sulla fessura d’ingresso. Se senti qualcosa di strano, fermati immediatamente perché vuol dire che è stato manomesso. Un altro trucco è osservare i bordi del lettore: il nylon brilla leggermente sotto la luce artificiale o solare. La regola più importante è indubbiamente non muoverti dal Bancomat per nessun motivo al mondo e non dare ascolto a coloro che sembrano essere gentili con te in quel momento. Copri sempre la mano mentre digiti il PIN, anche se pensi di essere solo. Se la tessera rimane dentro, chiama le Forze dell’Ordine o il numero verde della banca restando davanti al monitor. Inutile dire che preferire sempre i bancomat situati all’interno delle filiali, protetti da telecamere a circuito chiuso e porte blindate è molto meglio.
