Non tutti al giorno d’oggi hanno un lavoro e pochissimi possono vantare una macchina nuova. Spesso si tende a compare un buon usato per risparmiare. Ma proprio ciò potrebbe essere il motivo di una mancata assunzione, almeno in Inghilterra. Ecco una storia che sembra quasi paradossale.
Alanah Thompson French è una diciottenne che – appena presa la patente di guida – ha messo da parte ogni centesimo ricevuto per i compleanni e i Natali, riuscendo finalmente a comprare la sua prima auto: una Citroen C1 del 2014. È piccola, scattante e tenuta benissimo. Con meno di 40.000 miglia sul contachilometri. La giovane – che vive a Burton Joyce, un tranquillo villaggio nel Nottinghamshire, come migliaia di suoi coetanei nelle East Midlands, Alanah ha cercato il suo primo impiego serio una volta terminati gli studi. Così, ha inviato la sua candidatura alla filiale di Nottingham della nota agenzia immobiliare Haart. Il ruolo è “entry-level”, una posizione perfetta per chi vuole imparare il mestiere di agente immobiliare.
Tuttavia, il sogno di Alanah si è infranto fragorosamente contro un muro invisibile. Non è stata colpa del suo curriculum vitae. Non è stata colpa della sua mancanza di esperienza o di un colloquio di lavoro andato male. Il problema è stato – paradossalmente – la sua automobile. Durante la procedura di candidatura online, è apparsa infatti una domanda specifica. Il sistema ha chiesto se il candidato possiede un’auto con meno di 10 anni di vita. Alanah è stata onesta. Ha risposto di no. La sua Citroen è del 2014 e quindi ha esattamente dodici anni. Il risultato?
Il muro dell’usato in Inghilterra: quando la tua auto diventa un limite assurdo per il tuo lavoro
Il risultato è stato immediato e brutale. La sua candidatura è stata respinta all’istante. Non ha ricevuto nemmeno l’invito per un colloquio conoscitivo. Senza un’auto recente, Alanah non è stata ritenuta idonea per il mercato del lavoro moderno. La notizia, riportata inizialmente dalla BBC, ha fatto poi il giro del Regno Unito. Il caso solleva dubbi etici enormi sulle politiche di reclutamento delle grandi aziende britanniche. La giovane ha descritto l’episodio come un vero “pugno nello stomaco”. La sua frustrazione è quella di un’intera generazione. “Come posso permettermi un’auto più nuova se non mi date la possibilità di lavorare?”, ha chiesto provocatoriamente la ragazza. È un circolo vizioso che sembra non avere una via d’uscita logica, in effetti.

L’agenzia immobiliare Haart ha provato a difendere la propria posizione ufficiale. Secondo i portavoce aziendali, gli agenti utilizzano l’auto ogni giorno per mostrare le proprietà ai clienti. Un veicolo con meno di dieci anni garantirebbe maggiore sicurezza stradale e una migliore immagine professionale. Inoltre, le auto più recenti sono considerate più affidabili per evitare ritardi agli appuntamenti con i potenziali acquirenti.
Questa spiegazione, però, non ha convinto affatto gli esperti di diritto del lavoro. Molti osservatori ritengono che questo requisito sia una forma di discriminazione economica indiretta. Chiedere un’auto recente per un lavoro di ingresso significa escludere chi non ha una famiglia facoltosa alle spalle. In pratica, il lavoro diventa un privilegio per chi ha già le risorse, non un mezzo per ottenerle. La Citroen C1 di Alanah è un’auto estremamente comune tra i neopatentati. È economica, consuma poco e ha bassi costi di assicurazione. Eppure, per il settore immobiliare di Nottingham, non è abbastanza “prestigiosa” o sicura. La cosa peggiore di tutta questa storia? Purtroppo, il caso di Alanah non è isolato.
