Perché Alessandro Gassmann ha un cognome diverso dal padre Vittorio? La storia che pochi conoscono

Perché Alessandro Gassmann ha, di fatto, un cognome diverso rispetto a suo padre Vittorio? Dietro c’è una storia che veramente in pochi conoscono.

Alessandro Gassmann si firma con due enne, mentre suo padre Vittorio è conosciuto come Gassman, ma perché questa differenza? Dietro quella consonante in più non c’è l’idea di aggiungere un vezzo meramente grafico e neanche la volontà di allontanarsi dal padre. Si tratta di una scelta identitaria ben precisa, ossia ripristinare il cognome originale della famiglia, con una storia segnata da leggi razziali e antisemitismo.

Alessandro Gassmann, il cognome diverso dal padre Vittorio: l’incredibile storia che pochi conoscono

La storia di Alessandro Gassmann, reduce dal successo della nuova fiction su Rai 1, è molto intensa e interessante. In origine il cognome era tedesco e si scriveva Gassmann, con due enne. Proprio come quello del nonno di Vittorio, il famoso ingegnere Heinrich Gasmann. La nonna, Luisa Ambroon, pisana e di religione ebraica, fu costretta a italianizzare la propria identità. Siamo nel 1934, anni in cui cresceva l’ostilità nei confronti degli ebrei. A quel punto, cambiò il suo cognome in Ambrosi e tolse la ‘n’ dal cognome dei figli, compreso Vittorio. Da quel momento, la grafia “Gassman” con una sola enne è diventata la forma pubblica, quella con cui Vittorio ha firmato locandine, film e spettacoli. La doppia enne, dunque, è rimasta sepolta nella loro storia familiare.

gassmann che tempo che fa
Alessandro Gassmann-Tuttonotizie.eu

Nel 2011 Alessandro ha chiesto ufficialmente di aggiungere una ‘n’ al cognome, tornando così alla forma originale “Gassmann” anche sui documenti. In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera ha spiegato perché ha preso una tale decisione. Non ha voluto assolutamente recidere il legame con suo padre che, tiene a sottolineare, è sempre stato molto forte. Con questo gesto ha voluto recuperare parte della sua storia familiare sottolineando che lui è per metà ebreo, mentre suo padre lo era per intero. Un modo, dunque, per restituire dignità e memoria alle sue origini, spiegando come sua nonna fu costretta a cambiare cognome pur di salvarsi la vita.

Quella ‘n’, dunque, oggi ha un valore simbolico: un piccolo atto di riparazione dal passato. Alessandro Gassmann, ha poi spiegato che suo padre ha sempre usato una sola ‘n’ anche dopo per mera semplificazione. Lui, invece, ha deciso di reintrodurla dando uno sguardo anche al futuro. Ha ribadito più volte di non volere che nessuno, in futuro, debba cambiare cognome per avere gli stessi diritti per gli altri. Più volte, del resto, ha sottolineato come ancora oggi c’è chi è costretto a modificare la propria identità per sfuggire alle discriminazioni. Anche suo figlio, Leo, porta con orgoglio il cognome con due ‘n’.