Il post-Festival è sempre un terreno minato, specialmente quando a parlare è una leggenda della musica leggera come Eros Ramazzotti. In una recente e tagliente intervista, il cantautore di “Terra Promessa” non ha usato giri di parole, esprimendosi su quanto visto nel corso delle svariate serate della kermesse condotta da Carlo Conti.
Al centro della tempesta finisce Sal Da Vinci, trionfatore di Sanremo 2026, nel cuore di molti ma non di tutti (basti pensare alle critiche feroci da lui subite da parte di alcuni giornalisti). Cosa ne pensa dunque Eros del cantante che ha portato a casa l’ambito trofeo italiano in ottica europea? Ebbene, il brano “Per sempre sì”sta scalando le classifiche, ma per l’artista romano la strada verso un’ipotetica vittoria all’Eurovision Song Contest 2026 – competizione alla quale Sal ha asserito di partecipare – appare in salita. Ramazzotti ha espresso forti dubbi sulla competitività del pezzo in un contesto internazionale. Questo ‘cozza’ con alcuni video social che circolano su TikTok in cui sono tantissimi gli europei a gradire la performance di Sal con tanto di balletto.
“Il pezzo di Sal non è male, ma gli arrangiamenti sono un po’ retrò”, ha dichiarato Eros con estrema sincerità. Una critica che colpisce dritto al cuore della produzione artistica. Invece in merito all’Eurovision in generale, Eros non ha avuto parole positive, ma anzi ha sollevato un problema logistico che lo riguarda in prima persona. L’organizzazione dell’ESC 2026 ha infatti bloccato il palazzetto di Vienna per ben due mesi. Questo enorme slot temporale ha causato la cancellazione della data austriaca del tour di Ramazzotti. “Mi salta la data perché hanno bloccato tutto”, ha dichiarato l’artista, probabilmente infastidito dai meccanismi della kermesse europea. A prescindere da tutto, c’è qualcuno che l’ha sorpreso a Sanremo e che forse avrebbe preferito sul palco internazionale. Ma di chi si tratta?
Il graffio di Eros Ramazzotti: perché Sal Da Vinci non convince per l’Eurovision e chi avrebbe portato sul palco internazionale da Sanremo 2026
Nonostante le critiche, Eros Ramazzotti ha voluto premiare la qualità pura vista sul palco del Teatro Ariston. Ha citato nomi pesanti come Marco Masini e il giovane Sayf tra i migliori della competizione canora, ma i suoi occhi brillano per una sola artista. Una donna che definisce senza mezzi termini una vera fuoriclasse della musica contemporanea. Stiamo parlando di Serena Brancale, la polistrumentista barese che ha incantato il pubblico di Sanremo 2026 con la sua Qui con me, canzone dedicata a sua madre, una ballad lenta e molto intensa. Ma Eros non si è limitato agli applausi virtuali. Ha pure rivelato un retroscena che riguarda l’artista pugliese.
“Serena è una gran cantante; con lei ho già registrato un duetto“. Questa confessione trasforma una semplice opinione in una notizia bomba. Il sodalizio tra il Re del pop e la regina del nuovo soul italiano promette scintille nelle radio durante la prossima estate. Entriamo nel vivo della questione tecnica sollevata da Ramazzotti. Perché un successo popolare come quello di Sal Da Vinci potrebbe faticare fuori dai confini nazionali? Eros punta il dito sulla modernità sonora. L’Eurovision oggi richiede suoni acidi, produzioni elettroniche spinte o un’identità etnica molto marcata.

Secondo Ramazzotti, l’Italia avrebbe potuto schierare qualcosa di più coraggioso. “Secondo me non ci rappresenta. Hanno partecipato canzoni anche più belle”, ha rincarato la dose. È un giudizio che divide l’opinione pubblica tra i puristi della melodia e i sostenitori dell’innovazione a tutti i costi. Dobbiamo guardare in faccia la realtà del mercato globale. Eros Ramazzotti conosce bene le platee di Monaco, Barcellona e Buenos Aires. Se lui avverte una mancanza di “mordente” internazionale, il rischio di un flop a Vienna è concreto.
Manca ancora molto a maggio 2026 – quando effettivamente Sal Da Vinci salirà sul palco dell’Eurovision Song Contest, eppure, le parole di Ramazzotti pesano come macigni sul morale degli italiani e forse anche sul loro rappresentante nella gara europea. Resta da capire se l’artista partenopeo risponderà a queste critiche o se preferirà far parlare la musica sul palco di Vienna.
