Le pagelle della terza serata di Sanremo 2026: il pubblico pazzo per Sal Da Vinci, Eros Ramazzotti e Alicia Keys incantano l’Ariston.
Il Festival di Sanremo 2026 è giunto alla terza serata, in onda ieri giovedì 26 febbraio su Rai 1. Una puntata dal sapore internazionale, impreziosita dalla presenza della modella russa Irina Shayk alla conduzione insieme a Carlo Conti. Immancabile Laura Pausini particolarmente apprezzato Ubaldo Pantani nei panni di Lapo Elkann al posto di Pucci. Risate con Virginia Raffaele e Fabio De Luigi, mentre Eros Ramazzotti e Alicia Keys hanno letteralmente incantato il Teatro Ariston.
Sanremo 2026: le pagelle della terza serata, i voti ai Big in gara
La terza serata del Festival è giunta al termine e con essa anche il secondo ascolto delle altre 15 canzoni dei Big in gara. Se siete curiosi di scoprire i voti a coloro che si sono esibiti nella seconda serata, troverete le nostre pagelle.
Maria Antonietta & Colombre voto 8. Testo ben pensato e canzone che, nel contesto, sembra essere nata proprio per il palco dell’Ariston. Belli anche i look che si sposano perfettamente con il contesto.
Leo Gassmann voto 7-. Canzone orecchiabile che entra in testa fin da subito con il ritornello. Impossibile non notare la sua bella presenza scenica, con un look sempre ben pensato. Il testo è quello che ci saremmo aspettati? Probabilmente sì, ma funziona in ogni caso.
Malika Ayane voto 6.5. La canzone è diversa da quello che ci saremmo aspettati, eppure funziona con il suo ritmo musicale. Una melodia del tutto nuova e travolgente, differente dalle sue solite in genere più soft. Manca però quel quid in più.
Sal Dal Vinci voto 8.5. La sua ballad d’amore conquista sempre di più, sia il pubblico da casa che quello all’Ariston. Il brano è molto orecchiabile e arriva dritto al cuore. La melodia partenopea, con tanto di balletto, ha fatto breccia.
Tredici Pietro voto 7.5. Il brano ha un incipit tribale che arriva dritto al punto, così come il messaggio che vuole trasmettere: solo chi cade può risorgere. Ottima presenza scenica sul palco e look che non passano inosservati.
Raf voto 5. Da un cantautore del suo calibro ci saremmo aspettati molto di più. La canzone risulta fin troppo semplice, sia nelle strofe che nel ritornello.
Francesco Renga voto 6. Francesco Renga mostra di conoscere bene il palco di Sanremo e lo attraversa con grande classe. La canzone è godibile, ma comunque risulta in alcune parti come qualcosa di già sentito.

Eddie Brock voto 5. Il brano non ha niente a che vedere con quello diventato virale sui social quest’estate Non è mica te. Avremmo voluto qualcosa di profondo, esattamente come quella. Questo brano è piuttosto semplice, così come il messaggio che vuole lanciare. L’intonazione non aiuta.
Serena Brancale voto 7.5. La canzone ascoltata la seconda volta arriva dritta al cuore. Si percepisce tutta la sua emozione nel cantarla ed è proprio questo che dovrebbe fare un’artista. Voce spettacolare e bella presenza scenica.
Samurai Jay voto 6.5. Canzone che si conferma orecchiabile. Molto probabilmente la ascolteremo in loop quest’estate sulle spiagge, ma il testo risulta molto semplice.
Arisa voto 7.5. La voce di Arisa è una vera favola e anche la sua canzone ricorda perfettamente quella di un film Disney. Il messaggio è forte e intenso, con parti di vita che arrivano al cuore e lo travolgono.
Michele Bravi voto 7. La canzone di Michele Bravi è nel pieno del suo stile, ma non per questo risulta banale. Ogni volta che la canta sul palco dell’Ariston arriva al cuore anche grazie alla sua commozione.
Luché voto 5. La canzone si conferma più forte nelle strofe che nel ritornello. Da un artista come lui ci saremmo aspettati molto più che rap che parti cantante. Ancora qualche stonatura di troppo, che dimentichiamo però con la sua presenza scenica.
Mara Sattei voto 6. Un brano dolce, che arriva anche grazie alla sua voce calda. Resta un mix di canzoni già ascoltate e, molto probabilmente, ci si sarebbe aspettato qualcosa di nuovo in vista del Festival
Sayf voto 8. Il brano è perfettamente coerente col suo stile, quel giusto mix di ironia e profondità che ci si sarebbe aspettati. Arriva anche grazie al ritornello ben pensato e orecchiabile, dietro il quale c’è un significato più intenso.
