L’Agenzia delle Entrate risponde alla domanda di un contribuente, che chiede come capire quale titolo abilitativo serve per ottenere le detrazioni per l’eliminazione delle barriere architettoniche.
Le barriere architettoniche sono tutti gli ostacoli fisici che limitano la mobilità, rendendola difficile, soprattutto per le persone che hanno problemi motori, o sono ipovedenti o sorde. Questa definizione è in vigore, ormai, da quasi 60 anni in Italia, ed è stata coniata con la circolare del Ministero dei Lavori Pubblici 425 del 1967. Dal 1967, sono state diverse le iniziative promosse con il fine di ridurne il più possibile il numero, in tutta Italia. Tra le norme più importanti, poi, non possono non essere citate la Legge 13 del 1989 e la Legge 104 del 1992.
Di fondamentale importanza, poi, sono i P.E.B.A., e cioè i Piani di Eliminazione delle Barriere Architettoniche. Questi sono stati introdotti nel 1986, poi la normativa si è aggiornata negli anni successivi, come nel 1992 o con la Legge 67 del 2006. I P.E.B.A. sono i piani con cui un ente pubblico organizza la rimozione graduale delle barriere architettoniche da strade, piazze ed edifici. Questi piani devono individuare gli ostacoli più comuni e definire soluzioni, tempistiche e risorse. Essi funzionano come una strategia pluriennale, perché non coincidono con il singolo intervento ma con la mappa che guida tutte le opere necessarie. L’obiettivo è, naturalmente, quello di costruire una città che sia veramente accessibile e fruibile da ogni cittadino, indipendentemente dalle condizioni fisiche.
Detrazioni eliminazione barriere architettoniche: cosa sono e quale titolo serve per ottenerle
Più recentemente, la normativa italiana si è evoluta in maniera tale da includere, oltre agli enti pubblici, anche i privati nella lotta alle barriere architettoniche. Di grande importanza sono, per l’appunto, le Detrazioni per l’eliminazione delle barriere architettoniche, introdotte dall’articolo 119-ter del Dl n. 34/2020. Queste detrazioni fiscali possono essere richieste anche dai privati, per promuovere interventi negli edifici già esistenti, quindi ad esempio nei condomini. In risposta alla domanda di un contribuente, fatta mediante la Posta di FiscoOggi, in cui si chiede quale titolo abilitativo serva per gli interventi agevolabili finalizzati all’eliminazione barriere architettoniche effettuati nel corso del 2025, l’Agenzia delle Entrate ha fornito un chiarimento che può essere utile a tutti.

In particolare, l’ente ha spiegato che la detrazione fiscale, prevista dall’articolo 119-ter del Dl 34/2020, è del 75% sull’importo totale. Questa vale per interventi destinati a eliminare le barriere architettoniche negli edifici esistenti. Gli interventi devono rispettare i criteri fissati dal decreto 236/1989, che richiede spazi accessibili, percorsi semplici da attraversare, porte adeguatamente larghe e servizi igienici utilizzabili anche da persone con mobilità ridotta.
Il rispetto di tali requisiti deve risultare da un’asseverazione rilasciata da un tecnico abilitato. È quest’ultimo, di fatto, il titolo abilitativo che permette al soggetto che ha effettuato l’intervento di richiedere le detrazioni. Inoltre, aggiunge l’ente, per i lavori avviati dal 28 maggio 2022 che superano i 70.000 euro, è necessario che il contratto indichi l’uso di Contratti Collettivi Nazionali Edili. Questi devono essere firmati dalle organizzazioni più rappresentative, condizione indispensabile per ottenere l’agevolazione.
