RaiPlay, Michele Riondino diverso dal solito: ha vinto un David di Donatello

Su RaiPlay c’è un inedito Michele Riondino: ha vinto anche un David di Donatello.

Nel panorama del cinema italiano contemporaneo, La ragazza del mondo è una pellicola che non passa inosservata. Uscito nel 2016 sotto la regia sensibile e rigorosa di Marco Danieli, il film si distingue per la capacità di esplorare con profondità i conflitti interiori di una giovane donna stretta tra la fede e il desiderio di autodeterminazione. Ciò che rende questo racconto ancora più incisivo è la presenza di un intenso Michele Riondino, che qui offre una delle sue prime interpretazioni davvero mature, dando volto e corpo a un personaggio complesso, magnetico e pieno di contraddizioni.

La storia di Giulia, interpretata da una sorprendente Sara Serraiocco, affonda le radici in un contesto rigidamente religioso. Cresciuta all’interno della comunità dei Testimoni di Geova, Giulia vive secondo regole precise, che regolano ogni aspetto della sua esistenza. Nulla è lasciato al caso: né le amicizie, né i desideri, né tantomeno i sentimenti. In questo universo chiuso, ogni deviazione è vista come una minaccia. L’amore, se non approvato dalla comunità, è peccato, errore o persino pericolo.

Su RaiPlay l’inedito Michele Riondino: ha vinto un David di Donatello

Nel corso del film disponibile su RaiPlay, scopriamo che quando Giulia incontra Libero, tutto cambia. Libero, come suggerisce già il suo nome, è un ragazzo che ha conosciuto la strada, l’errore, il carcere, ma che vive con uno spirito affamato di riscatto. È l’opposto del mondo ordinato e silenzioso di Giulia. È istinto, è carne, è impulso. L’attrazione tra i due è immediata e potente, ma carica fin dall’inizio di un destino incerto.

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Una scena del film con i due protagonisti

Nel ruolo di Libero, Michele Riondino sorprende per autenticità e presenza scenica. Non c’è nulla di costruito nella sua interpretazione: ogni sguardo, ogni gesto, ogni silenzio porta con sé la fragilità di un uomo che cerca di cambiare, ma che resta ancorato a un passato pesante. Riondino riesce a infondere al suo personaggio un’umanità spigolosa, che tiene lo spettatore in bilico tra empatia e diffidenza. Libero non è un eroe romantico. È un uomo imperfetto, segnato, ma capace di scuotere le fondamenta di un’esistenza che sembrava già scritta. Se amate Riondino, non potete perdere quest’altro film con l’attore protagonista.

Questo ruolo rappresenta una tappa fondamentale nella carriera di Riondino. Dopo una serie di interpretazioni in ruoli più marginali o televisivi, La ragazza del mondo gli offre l’occasione di esplorare una gamma emotiva più ampia e stratificata. Ed è proprio in questa prova che si intravede la futura maturità artistica dell’attore, oggi considerato uno dei volti più interessanti del cinema italiano. Il film ha vinto un David di Donatello come Miglior regista esordiente a Marco Danieli.

Una regia asciutta per un racconto che scotta

Marco Danieli sceglie un approccio realistico, quasi documentaristico, che ben si sposa con la natura intima e conflittuale della storia. Non c’è retorica né giudizio nella sua messa in scena: tutto è raccontato con pudore e precisione. La macchina da presa resta spesso vicina ai volti, ai silenzi, agli sguardi che dicono più delle parole. La tensione tra ciò che si desidera e ciò che si deve fare è palpabile, costante, mai risolta. Il merito della regia sta anche nell’aver saputo trattare con rispetto un tema delicato come quello delle comunità religiose. La ragazza del mondo non punta il dito, ma lascia che sia lo spettatore a riflettere. Il film si interroga sul significato della libertà, sul prezzo delle scelte personali e sul coraggio necessario per tagliare il cordone con un passato che rassicura ma soffoca.

In un momento storico in cui l’identità, il controllo e l’appartenenza sono al centro del dibattito sociale, La ragazza del mondo riesce a inserirsi con forza. Parla di giovani, di scelte, di ribellione, ma soprattutto di emancipazione femminile. Giulia non è solo una ragazza innamorata: è una donna che scopre di avere una voce, un pensiero, un destino da costruire con le proprie mani, anche quando tutto le dice di fermarsi. Il film non offre facili soluzioni. La storia d’amore tra Giulia e Libero non è una favola. È una parabola amara, fatta di passione ma anche di frustrazione, di abbandoni e ricadute. Eppure, è proprio attraverso questo dolore che la protagonista trova la forza di rinascere, fuori da ogni imposizione.

Vedere La ragazza del mondo oggi significa confrontarsi con domande profonde e universali: quanto siamo disposti a sacrificare per sentirci accettati? Quanto conta la nostra libertà rispetto all’appartenenza? E fino a che punto l’amore può davvero cambiarci? Ma significa anche scoprire un Michele Riondino autentico, ruvido e sincero, in una delle interpretazioni che più hanno segnato il suo percorso artistico. Accanto a lui, Sara Serraiocco brilla in un ruolo difficile e doloroso, perfettamente diretta da un esordiente che ha saputo trattare la materia con grazia e precisione.