Nuova tecnologia a basso costo: idrogeno verde che arriva dal mare

Alcuni ricercatori hanno sviluppato un nuovo metodo per produrre idrogeno verde. Una tecnica più ecologica ed economica.

Direttore

Laureato in Scienze della Comunicazione e Comunicazione Pubblica, Sociale e Politica presso l’Università Federico II, giornalista pubblicista dal 2017, Antonio comincia a lavorare giovanissimo per Calciomercato.it, la sua passione per i motori però lo porta presto a cambiare rotta e ad approdare a Tuttomotoriweb.it. Negli anni collabora anche con FoxSports.it e Motorsport.com occupandosi di F1, MotoGP, Formula E, SBK, WRC, MXGP, Endurance e Automotive. Dal 2022 è direttore di TuttoMotoriWeb e a partire dal 2026 è direttore di Tuttonotizie.eu.

Alcuni ricercatori hanno sviluppato un nuovo metodo per produrre idrogeno verde. Una tecnica più ecologica ed economica.

Una delle sfide di questi ultimi anni è quella di trovare nuove tecnologie in grado di produrre energia pulita e a basso costo. La crisi energetica che sta mettendo in ginocchio il nostro pianeta accende un allarme ancora più grosso sulla questione. Proprio per questo i migliori ricercatori di tutto il mondo stanno studiando nuovi metodi.

Per quanto concerne la produzione di combustibili puliti, c’è il problema di non prosciugare le riserve idriche del pianeta, per questo si studiano vari metodi soprattutto quando si parla di idrogeno verde. Ora però spunta una novità da parte dei ricercatori scozzesi. Grazie ad una nuova tecnologia appena sviluppata, infatti, è possibile produrre idrogeno verde utilizzando l’acqua marina allo stato puro, così da eliminare tutti i vari processi di purificazione.

Il metodo utilizzato

Questo carburante nella fattispecie è leggero e molto potente, risulta perfetto in particolare per i settori industriali più pesanti e per i voli intercontinentali. Sinora il problema nel ciclo di produzione dell’idrogeno ecologico era stato quello dei consumi smisurati, ma con questa tecnologia pare finalmente smontato anche questo problema. Per dare una dimensione del perché questo combustibile sinora sia stato un po’ bistratto, per ottenere 1 kg di questo gas tramite elettrolisi, servono ben 32 litri di acqua dolce.

Si era tentato anche con l’acqua dell’oceano, ma in quel caso i problemi erano nati con la dissalazione preventiva che prevedeva costi altissimi onde evitare la distruzione completa dei macchinari. Ora però Hychor, una startup nata come spin-off dell’Università di Aberdeen nel Regno Unito, sarebbe riuscita a trovare una soluzione a questo problema.

Il loro ragionamento è stato all’inverso: invece di pensare a come dissalare l’acqua, è stato ripensato l’intero impianto. Il nuovo sistema in realtà sfrutta i sali marini per migliorare la conduttività elettrica, senza l’aggiunta di ulteriori additivi chimici e senza generare scarti nocivi. Per il momento non sono stati rivelati ancora molti dettagli di un progetto che attende l’approvazione del brevetto. Qualora però fossero confermate le facoltà di questo impianti allora saremmo davanti ad una vera e propria rivoluzione mondiale. Vedremo a questo punto se il progetto vedrà la luce del sole.

Tag:Idrogeno verde
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