Ubaldo Manuali netturbino (1)

Ubaldo Manuali, il netturbino accusato di drogare e violentare le sue vittime: "Ho la coscienza a posto"

Ubaldo Manuali, il netturbino accusato di violenza sessuale: "Erano donne che frequentavo da anni"

Mattino Cinque ha intercettato Ubaldo Manuali al termine dell’udienza del processo a suo carico. L’uomo, operatore ecologico di Fiano Romano, è stato accusato da 3 donne di violenza sessuale. Le presunte vittime affermano di essere state abusate sessualmente dall’uomo, dopo che questi le avrebbe narcotizzate. Secondo l’accusa, Manuali faceva bere loro grosse quantità di benzodiazepine, disciolte di nascosto nel bicchiere da cui bevevano. Una volta addormentate, avrebbe abusato di loro, per poi realizzare foto e video delle loro parti intime, che avrebbe anche inviato ad alcuni conoscenti.

Secondo il testimone, lei inviava le foto delle donne esanime e delle loro parti intime, è vero?”, chiede l’inviato della trasmissione Mediaset. “Sì, ma erano compagnie che frequentavo, non è che le ho viste una volta sola. Abbiamo un sacco di foto insieme”. Il giornalista chiede quindi conto delle benzodiazepine che sarebbero state trovate nel suo appartamento: “Sono due anni che le prendo, ho avuto un incidente al piede”, risponde. L'uomo, dinanzi alle telecamere di Mattino Cinque, respinge tutte le accuse a suo carico e afferma che quelle foto trovate sul suo cellulare sarebbero state inviate dalle stesse donne che oggi lo accusano. "Sono sereno, ho la coscienza a posto".

Ubaldo Manuali netturbino
A sinistra, Ubaldo Manuali. A destra, una delle donne che lo ha denunciato, e da cui è partita l'inchiesta a carico del netturbino di Fiano Romano

Ubaldo Manuali, il netturbino accusato di violenza sessuale: "Non è vero niente"

A Mattino Cinque ha poi parlato Stefania Luizzi, una delle donne che hanno denunciato Manuali. La quale ha ripercorso l'incubo da lei denunciato: "Mi sono accorta subito la mattina stessa quando mi sono alzata che c’era qualcosa che non andava. Sono stata malissimo, me lo sono trovato accanto con la cinta sbottonata. Lui anziché soccorrermi, si è alzato e se ne è andato, dicendomi che la sera precedente non mi ero sentita bene. Dalle analisi effettuate sono emerse benzodiazepine in quantità elevata, assunte con alcol. Ho avuto anche lividi sulle gambe. Ho denunciato, e fortunatamente sono scattate subito le indagini. Lo frequentavo per amicizia, e nient’altro. Era un narcisista malato".

LEGGI ANCHE >>> Piemonte, neonato di 5 mesi sbranato dal pitbull di famiglia: un'altra tragedia dopo Eboli