Budapest, Ilaria Salis e quelle manette in tribunale: il doppio errore in cui stiamo già cadendo

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Budapest, Ilaria Salis arriva nell'aula di tribunale ammanettata mani e piedi: giusto denunciare, ma a sbagliare ora è anche l'Italia

Un caso che sta facendo molto discutere in queste ore, quello che riguarda la militante antifascista Ilaria Salis, detenuta ormai da circa un anno in un carcere di Budapest, Ungheria. La donna, 39 anni di Milano, è detenuta in cella in seguito alla presunta aggressione di cui sarebbe stata responsabile, ai danni di due militanti di estrema destra. L'episodio si sarebbe consumato nel corso di una manifestazione in piazza. Ciò che sta facendo scalpore è il trattamento ricevuto dalla detenuta, oggi convocata in aula per l'udienza preliminare. Salis è infatti stata ammanettata mani e piedi. Condotta tra i banchi dell'aula da un agente della sicurezza, la 39enne è stata trascinata con una catena legata al corpo della donna.

Ai piedi, oltre alla catena stretta intorno alle caviglie, anche dei lucchetti, fotografati da alcuni giornalisti presenti in aula per documentare il tutto. Quelle foto stanno facendo il giro della Penisola, sollevando ampie discussioni e, soprattutto polemiche. Per molti, questa precauzione nei confronti di Salis è sembrata eccessiva. Sul caso si stanno esprimendo centinaia di utenti sui social, supportati da nomi del mondo dell'informazione e volti noti al grande pubblico.
Una vicenda su cui ha preso posizione, negli ultimi minuti, anche il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani. In un post pubblicato su 'X', il numero uno di Forza Italia chiede al governo dell'Ungheria di "vigilare e di intervenire affinché vengano rispettati i diritti, previsti dalle normative comunitarie" di Salis.

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Budapest, Ilaria Salis trascinata in manette in aula: l'errore 

Il caso, purtroppo, sta già assumendo connotazioni politiche, con esponenti del mondo di sinistra che polemizzano intorno al trattamento ricevuto dalla detenuta, attaccando, al tempo stesso, il governo di estrema destra di Viktor Orbán. Essendo Ilaria Salis apertamente di sinistra, secondo alcuni questo trattamento sarebbe una sorta di 'punizione anticipata' riservata ai detenuti politicamente contrari all'esecutivo.

Tuttavia, non si sa se questo ammanettamento così massiccio sia legato al caso in questione, o se tutti i detenuti in Ungheria vengano, in effetti, legati mani e piedi. Quello che sappiamo è che stiamo già cadendo in due errori. Il primo, è quello di perdere il focus della questione. E cioè che una cittadina italiana è rinchiusa da un anno in prigione all'estero, senza ancora aver ricevuto un processo. Quel che conta, ora, è solo che la detenuta prosegua nel suo iter giudiziario e saldi i suoi eventuali debiti con la giustizia.

Il secondo errore, che stanno già commettendo molti giornali italiani, è quello di pubblicare le foto della donna ammanettata, in barba alle regole deontologiche del giornalismo. Secondo le quali non vanno diffuse immagini di persone in stato di arresto, dal momento che, in questo modo, viene offesa la dignità della persona.

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