Protesta dei trattori, Danilo Calvani (C.R.A. Agricoltori Traditi): "Basta diktat europei, Giorgia Meloni ci ha tradito ma non ci fermiamo"

Protesta dei trattori, Danilo Calvani (C.R.A. Agricoltori Traditi): "Basta diktat europei, Giorgia Meloni ci ha voltato le spalle ma non ci fermiamo"

Intervista esclusiva a Danilo Calvani, Presidente dei C.R.A. (Comitati Riuniti Agricoli), riguardo alla protesta dei trattori che sta interessando gli agricoltori italiani.

In questi giorni, centinaia di trattori stanno invadendo le strade dei capoluoghi italiani e delle piccole città di provincia. Da Foggia a Palermo, passando per Verona e Chieti, la protesta dei trattori si sta facendo strada in tutta la Penisola. Erano almeno 7-8 mesi, ci ha rivelato Danilo Calvani, Presidente dei C.R.A. Agricoltori Traditi, che c'era la volontà di fare qualcosa per difendere gli interessi dei lavoratori del comparto agricolo. Oggi, in contemporanea con altri Paesi europei come Francia e Germania, la protesta è scoppiata e Danilo è certo, continuerà ad allargarsi. "Non riusciamo più a star dietro a tutte le manifestazioni, sulla pagina pubblichiamo solo quelle principali", ha rivelato Danilo ai nostri microfoni.

La protesta è organizzata. C'è un comitato centrale che coordina le manifestazioni e i presidi. Ma, come ci ha spiegato Danilo, non mancano le eccezioni: "Qualcuno si muove in maniera spontanea, ci sono gruppetti in Italia che hanno sempre fatto queste lotte". Gli agricoltori in piazza con i loro trattori ce l'hanno con tutti: sindacati agricoli, Governo italiano e Unione Europea. Non si sentono tutelati dalle istituzioni, bensì traditi. "Giorgia Meloni prima veniva ai nostri raduni, ascoltava le nostre proposte, ma dalla partecipazione al Villaggio Coldiretti appena eletta abbiamo capito che ci ha voltato le spalle", ha rivelato Danilo. E il ministro Lollobrigida? "Non possiede le conoscenze tecniche necessarie per ricoprire quel ruolo". Coldiretti e altri sindacati? "Asserviti al potere".

I motivi della protesta dei trattori degli agricoltori traditi

Ma perché gli agricoltori scesi in piazza in questi giorni ce l'hanno così tanto con l'Unione Europea, il Governo italiano, i sindacati di settore? Perché stanno rendendo la loro vita impossibile, ci ha spiegato Danilo. "Non possiamo produrre il grano in Puglia e in Pianura Padana, ma lo importiamo trattato dal Canada e inquinato dall'Ucraina", ha spiegato il Presidente dei C.R.A. "La merce straniera viene taroccata e venduta come italiana, basta un'autocertificazione e il gioco è fatto", ci ha raccontato Danilo. Gli agricoltori vedono anche nella coltivazione della carne sintetica e nella commercializzazione di farine a base di insetti delle minacce al loro settore. "Non siamo contrari a queste cose, ma non va bene che vengono esaltate mentre le eccellenze italiane vengono distrutte", ha spiegato Danilo.

Poi, c'è la questione dell'Irpef sui terreni agricoli e l'assicurazione obbligatoria sui mezzi agricoli fermi: "Tutte le aziende agricole hanno trattori vecchi anche di 70-80 anni dei nonni, dei bisnonni, ebbene assicurazione obbligatorio anche se inutilizzabili". Danilo e gli agricoltori che stanno protestando in questi giorni vedono in tutto ciò un progetto volto a distruggere il settore agricolo italiano. La soluzione, quindi, qual è? "I diktat, gli accordi bilaterali che ci danneggiano vanno annullati oppure devono rispettare le nostre regole dall'inizio alla fine", ha spiegato Danilo.

Grano dal Nord Africa, pomodori dalla Cina: prodotti che per Danilo vengono venduti a prezzi stracciati a causa di sfruttamento della manodopera. Quindi, avanti nella protesta fin quando il Governo italiano e l'Europa non vorranno ascoltarli. E, il prossimo passo quale sarà? Una manifestazione nazionale a Roma? "A questa domanda non ti posso rispondere, segui la pagina e lo scoprirai", ci ha risposto Danilo, facendoci capire che qualcosa bolle in pentola.

Protesta dei trattori, Danilo Calvani (C.R.A. Agricoltori Traditi): "Basta diktat europei, Giorgia Meloni ci ha voltato le spalle ma non ci fermiamo"
La protesta dei trattori si sta diffondendo a macchia d'olio in tutta Italia

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