La Corte Internazionale di Giustizia dell'Aja bacchetta Israele: "Eviti il genocidio dei palestinesi a Gaza", la risposta di Netanyahu è furiosa

La Corte Internazionale di Giustizia dell'Aja bacchetta Israele: "Eviti il genocidio dei palestinesi a Gaza", la risposta di Netanyahu è furiosa

Un fulmine a ciel sereno si è abbattuto sul panorama internazionale: la Corte dell'Aja ha ordinato a Israele di prendere misure immediate per prevenire atti di genocidio a Gaza. 

Con al decisione odierna della Corte Internazionale di Giustizia dell'Aja si apre un nuovo capitolo si apre nella storia della conflitto israelo-palestinese. La giudice statunitense Joan Donoghue ha sottolineato con forza la necessità di misure urgenti da parte di Israele per evitare il genocidio dei palestinesi nella Striscia di Gaza. Ma perché proprio ora? E perché questa enfasi sul genocidio?

Il nodo cruciale qui è la definizione stessa di genocidio e la sua applicazione in contesti di conflitto come quello israelo-palestinese. La Corte, nella sua ordinanza, ha espressamente richiesto a Israele di preservare le prove relative alle accuse di genocidio, ponendo così un'ombra sulla gestione della situazione nella Striscia di Gaza dove dal 7 ottobre scorso Israele sta conducendo operazioni militari. Nell'enclave palestinese, dove si trovano 1,7 milioni di sfollati interni, la situazione umanitaria è catastrofica. La Corte, nel suo intervento, ha evidenziato proprio questo aspetto, richiamando Israele a misure immediate ed efficaci per migliorare le condizioni di vita dei palestinesi. L'ultimo accusa di violazione dei diritti umani da parte di Israele è proprio di questi giorni. Dei soldati avrebbero aperto il fuoco contro civili palestinesi in attesa di ritirare gli aiuti umanitari. Al termine della sparatoria, si contano almeno 20 morti e 150 feriti.

La Corte Internazionale di Giustizia dell'Aja bacchetta Israele: "Eviti il genocidio dei palestinesi a Gaza", la risposta di Netanyahu è furiosa
La guerra ha ridotto in macerie la quasi totalità degli edifici della Striscia di Gaza

La risposta di Israele alla decisione della Corte dell'Aja sul genocidio dei palestinesi di Gaza

La risposta di Israele alla decisione della Corte non è stata tardiva né misurata: il primo ministro Benjamin Netanyahu è letteralmente andato su tutte le furie, definendo l'accusa di genocidio "menzognera e oltraggiosa". "Un marchio di vergogna" è calato sulla Corte dell'Aja secondo il primo ministro israeliano. La dichiarazione di Netanyahu, che sottolinea la "guerra giusta contro i mostri di Hamas", evidenzia un conflitto più profondo, non solo militare ma anche narrativo e di percezione pubblica.

Anche il ministro della sicurezza nazionale, Itamar Ben Gvir, si posiziona in una forte opposizione alla Corte, etichettandola come "antisemita" e accusandola di perseguire una vendetta contro il popolo ebraico. Queste dichiarazioni, forti e decise, aprono il campo a un dibattito molto più ampio sul ruolo della giustizia internazionale e sulle percezioni politiche e culturali che influenzano il conflitto. Ora, di sicuro, Israele dovrà stare molto più attento e tra un mese dovrà riferire alla Corte entro mese, esponendo quali misure sono state attuate per evitare il genocidio della popolazione palestinese della Striscia di Gaza.

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