Giorno della Memoria, vietati i cortei pro-Palestina a Roma e Milano ma gli organizzatori non ci stanno: "Cosa faremo"

Giorno della Memoria, vietati i cortei pro-Palestina a Roma e Milano ma gli organizzatori non ci stanno: "Cosa faremo"

In un contesto di rispetto e commemorazione come il Giorno della Memoria, emerge una controversia che infiamma Roma e Milano, dove i cortei pro-Palestina pianificati per la stessa data sono stati vietati dalle autorità. La risposta degli organizzatori non si è fatta attendere. 

Il Giorno della Memoria, ricorrenza internazionale dedicata al ricordo delle vittime dell'Olocausto, quest'anno assume toni accesi in Italia. Le città di Roma e Milano sono diventate il palcoscenico di una tensione crescente. Le autorità, per motivi di sicurezza, hanno deciso di vietare i cortei pro-Palestina programmati per la stessa giornata. Una decisione che non è stata presa alla leggera, ma che si inserisce in un contesto più ampio di sensibilità e rispetto storico.

Il contesto è delicato: da un lato, la necessità di commemorare con il dovuto rispetto una tragedia storica che ha segnato l'umanità, dall'altro, il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero. Al centro, Israele che, secondo i palestinesi, sta commettendo nella Striscia di Gaza gli stessi orrori che il popolo ebraico ha subito durante e prima la Seconda Guerra Mondiale. Gli organizzatori palestinesi esprimono frustrazione e rabbia per il divieto. La decisione di posticipare il corteo a una data successiva non sembra placare gli animi, anzi, aggiunge benzina su un fuoco già acceso.

Giorno della Memoria, vietati i cortei pro-Palestina a Roma e Milano ma gli organizzatori non ci stanno: "Cosa faremo"
Il diritto di manifestare in una nostra rappresentazione

Vietati cortei pro-Palestina a Roma e Milano per il Giorno della Memoria: la risposta degli organizzatori

Il cuore della questione ruota intorno alla decisione delle autorità di Roma e Milano di vietare i cortei pro-Palestina nel Giorno della Memoria. I rischi per la sicurezza, secondo le rispettive Questure sarebbero tropo alti. La scelta di limitare queste manifestazioni in una data così simbolica ha creato un conflitto di interessi e valori che non trova facile soluzione. La risposta degli organizzatori palestinesi è stata immediata e decisa. Maya Issa, presidente del Movimento degli studenti palestinesi ha puntato il dito contro la comunità ebraica che avrebbe inciso sulla decisione  finale.

Ancora più dura la risposta dei Giovani Palestinesi. "Scendiamo in piazza contro i divieti perché abbiamo memoria", hanno annunciato su Instagram. ll rischio che alcuni di loro manifestino lo stesso, nonostante il divieto, è un segnale di una tensione che si fa sempre più palpabile. La frustrazione è palpabile.  Non solo a Roma e Milano, manifestazioni a supporto del popolo palestinese e contro la guerra che Israele sta conducendo si terranno anche a Napoli e Cagliari. Insomma, nonostante i divieti, quello di domani promette di essere un Giorno della Memoria molo movimentato. E non è un caso. Viste le brutali notizie che arrivano quotidianamente dalla Striscia di Gaza. L'ultima, in ordina cronologico, è il presunto attacco di soldati israeliani contro civili palestinesi in fila per gli aiuti umanitari che ha causato 20 morti e 150 feriti. 

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