Come 'sconfiggere' Fleximan: la soluzione del sindaco di Tribano è da applausi

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Il caso 'Fleximan' e la riflessione del sindaco di Tribano, Massimo Cavazzana

Fleximan è il soprannome dato alla persona, o al gruppo di persone, che in questi giorni sta distruggendo decine di autovelox tra la Lombardia, il Veneto e l'Emilia-Romagna. Il nomignolo dato dalle tv e dai giornali sembra quasi voler attribuire a un singolo il 'potere' del flex, e quindi di uno strumento riconducibile a una motosega elettrica, con cui, appunto, si stanno rendendo inoperativi diversi autovelox nelle succitate regioni. Come se fossimo davanti a un supereroe, dal momento che questa azione (non si è ancora capito se di vandalismo o di protesta), sta ricevendo il plauso di tutti quegli automobilisti desiderosi di schiacciare il piede sull'acceleratore, come se non ci fosse un domani.

Il limite di velocità è una tematica molto calda in questi giorni in Italia, se pensiamo a tutto il caos che ha generato la nuova norma del codice stradale entrata in vigore a Bologna, divenuta 'zona 30': questo il limite con cui è possibile circolare nel capoluogo emiliano, con una tolleranza di massimo 5 chilometri. A seguire, la nascita di quello che forse sarebbe più corretto chiamare il movimento flex, visto che appare assai improbabile che un singolo cittadino si stia adoperando per segare tutti gli autovelox del Nord Italia.
Una riflessione intorno a questo curioso caso con cui stanno avendo a che fare molte amministrazioni locali, l'ha cominciata questa mattina il sindaco di Tribano, Massimo Cavazzana.

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Il sindaco di Tribano, Massimo Cavazzana

Fleximan, la soluzione del sindaco di Tribano, Massimo Cavazzana: "Serve consapevolezza"

Intervistato a Mattino Cinque, trasmissione Mediaset in onda nella fascia mattutina di Canale 5, Cavazzana ha portato avanti una riflessione molto lucida sul fenomeno Fleximan. Anche in questo comune è stato fatto fuori un autovelox, per cui, in seno alla locale amministrazione, è in atto un dibattito.

"In questo momento riteniamo sia inefficace il modello legislativo. Stiamo riflettendo su questo, perché non induce la gente a migliorare il modo di guidare. Siamo sempre più convinti che questo non dia una consapevolezza a chi guida, se prende una multa. Prendiamo un caso specifico: un ragazzo di 22 anni che prende una multa a 157 km all’ora, la pagano i genitori. Il figlio, domani mattina, è ancora sulla strada. Abbiamo avuto tre morti tutto intorno, di ragazzi morti per eccesso di velocità. Quindi, dobbiamo fare un tavolo di lavoro per metterci d’accordo con quell’80% che dice: “Bravo Fleximan”. Dobbiamo trovare un modo affinché il 100% degli italiani sia d'accordo su un punto: non bisogna morire in strada. Dobbiamo essere consapevoli. Se non facciamo questo, allora siamo morti tutti".

In poche parole, il sindaco di Tribano dice: il pugno duro non serve, se manca l'educazione del cittadino. Un principio che potrebbe essere applicato praticamente a tutto.

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