L'Unione Europea condanna Israele e Hamas e spinge per il cessate il fuoco: le parole che irritano Netanyahu

L'Unione Europea condanna Israele e Hamas e spinge per il cessate il fuoco: le parole che irritano Netanyahu

Le dichiarazioni di alcuni dei leader dell'Unione Europea fanno pensare a un cambio sulla posizione nella guerra tra Israele e Hamas: cosa sta succedendo.

La guerra tra Israele e Hamas sta ormai infiammando tutto il Medio Oriente. Gli echi del conflitto hanno destabilizzato l'intera regione e il timore è che la situazione possa ancora peggiorare nelle prossime settimane. La guerra non è ormai solo relegata alla Striscia di Gaza e ai territori contesi tra israeliani e palestinesi. Tuttavia, proprio all'interno della Striscia di Gaza il conflitto continua a essere brutale ed estremamente letale. Secondo il Ministero della Sanità di Gaza, dall'inizio della guerra sono morti oltre 25.000 palestinesi. Numeri che hanno scosso anche i leader dell'Unione Europea.

Bruxelles, in questi mesi di guerra, ha sempre sostenuto il diritto di Israele a difendere la propria sicurezza ma, allo stesso tempo, ha condannato l'uso sproporzionato della violenza da parte di Tel Aviv. Tuttavia, la posizione dell'Unione Europea sembra che stia cambiando verso un sostegno minore a Israele e le dichiarazioni dell'Alto Rappresentante Josep Borrell e dei ministri degli esteri di alcuni stati membri sembrano andare in questa direzione.

L'Unione Europea condanna Israele e Hamas e spinge per il cessate il fuoco: le parole che irritano Netanyahu
La distruzione della Striscia di Gaza da parte di Israele è pressoché totale

La posizione dell'Unione Europea sulla guerra tra Israele e Hamas

Il capo della diplomazia europea Josep Borrell, infatti, ha recentemente rilasciato dichiarazioni molto nette sulla guerra tra Israele e Hamas. Il politico europeo ha condannato "i troppi morti di Gaza" e fatto leva sulla catastrofe umanitaria che stanno vivendo i cittadini dell'enclave palestinese. "Non c'è cibo, medicine e le persone sono sotto le bombe", ha affermato Borrell spiegando che questo non è il modo di condurre un'operazione militare. Il capo della diplomazia europea ha anche dichiarato che da ora in avanti "si deve parlare della soluzione a due stati e non di processo di pace". Soluzione che, come ha ricordato Borrell, le parti in guerra non sembrano minimamente contemplare al momento.

Di questo, quindi, si parlerà al consiglio degli Affari Esteri dell'Unione Europea di oggi. A far eco alle parole di Borrell, si sono accodati altri ministri degli esteri europei. Hadja Lahbib, capo della diplomazia belga, ha espressamente richiesto "un cessate il fuoco immediato, la liberazione degli ostaggi" e il ritorno alla discussione. Il rischio, secondo Hadja Lahbib, è una regionalizzazione del conflitto che, in realtà, è già in corso. Anche il ministro degli esteri francese ha espresso una posizione netta. Stephane Sejourné ha condannato la posizione di Netanyahu sulla soluzione dei due Stati e ha invocato sanzioni per i coloni israeliani violenti in Cisgiordania.

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