Agricoltore spiega: "Con la guerra le mele costano 7 centesimi in più", ma l'avvocato gli fa notare un dettaglio: "Dovrebbero costare di meno"

Agricoltore spiega: "Con la guerra le mele costano 7 centesimi in più", ma l'avvocato gli fa notare un dettaglio: "Dovrebbero costare di meno"

Massimiliano Dona, avvocato specializzato in tutela dei consumatori, ha spiegato a un agricoltore perché il prezzo delle sue mele dovrebbe diminuire con la guerra in Medio Oriente.

In un mondo sempre più interconnesso, gli eventi geopolitici hanno ripercussioni che superano i confini nazionali, influenzando la vita quotidiana di ciascuno di noi. In questo contesto potrebbe sembrare normale che il prezzo delle mele in Italia aumenti a causa della guerra in corso in Medio Oriente. Questa regione, crocevia di importanti rotte commerciali marittime, è attualmente scossa dal conflitto tra Israele e Hamas. Di conseguenza, gli houthi dello Yemen hanno cominciato ad attaccare navi mercantili nel Mar Rosso, creando danni ingenti all'economia mondiale e paralizzando il commercio internazionale.

Le conseguenze di questi conflitti si estendono ben oltre i confini del Medio Oriente. I mercati globali reagiscono sensibilmente a ogni variazione di sicurezza e stabilità, influenzando i prezzi delle materie prime, l'energia e i costi di trasporto. Questa volatilità si ripercuote sulla catena di approvvigionamento globale, toccando anche il settore agricolo. Ma siamo davvero sicuri che, come afferma un agricoltore a L'aria che tira su La7, a causa della guerra le mele siano aumentate di 7 centesimi. Ecco cosa ne pensa Massimiliano Dona, avvocato specializzato in tutela dei consumatori e Presidente dell'Unione Nazionale Consumatori.

Agricoltore spiega: "Con la guerra le mele costano 7 centesimi in più", ma l'avvocato gli fa notare un dettaglio: "Dovrebbero costare di meno"
Un agricoltore sostiene che le mele costino di più a causa della guerra in Medio Oriente: siamo sicuri che sia effettivamente così?

Guerra e prezzo delle mele: cosa succede

In realtà, secondo Massimiliano, sarebbe dovuto avvenire il contrario. Ovvero, il costo delle mele prodotte da questo agricoltore italiano sarebbe dovuto diminuire a causa delle guerra. Infatti, spiega l'avvocato, questo agricoltore non ha potuto esportare le sue mele all'estero a causa delle tensioni geopolitiche in atto. Questo vuol dire che il prodotto è rimasto bloccato nel mercato italiano. E, di conseguenza, l'aumento di offerta a parità di domanda avrebbe dovuto causare una diminuzione del prezzo. Cosa che, però, non è avvenuta. Dallo studio di L'aria che tira, Massimiliano Dona ha letteralmente perso le staffe quando ha sentito le parole dell'agricoltore.

Secondo l'avvocato, è ingiusto che a pagarne le conseguenze siano sempre i consumatori italiani. Il ragionamento di Massimiliano Dona non fa una piega. Eppure pare che siano sempre di più i produttori che giustifichino aumenti di prezzi su qualsiasi prodotto a causa della guerra. Per fortuna, persone come Massimiliano Dona sono sempre all'erta e avvisano tempestivamente i consumatori italiani. E voi, siete d'accordo con lo sfogo dell'avvocato? Avete notato un aumento dei beni di consumo e dei prodotti alimentari nell'ultimo periodo?

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