Bologna diventa 'zona 30', scuole guida sul piede di guerra: "Dove siamo costretti a fare le esercitazioni di guida"

Bologna diventa 'zona 30', scuole guida sul piede di guerra: "Dove siamo costretti a fare le esercitazioni di guida"

La nuova normativa di zona 30 km/h a Bologna sta rivoluzionando tutti gli aspetti della vita quotidiana e colpisce anche le scuole guida che si trovano ad affrontare una sfida inedita: insegnare la guida in un contesto urbano che muta rapidamente. Come si stanno adattando a questa realtà? Quali sono le implicazioni per la sicurezza stradale?

Il rispetto del limite di 30 km/h, imposto nelle zone urbane di Bologna a partire dal 16 gennaio, rappresenta una vera prova per le scuole guida. Il loro compito primario è quello di educare i nuovi conducenti a guidare in modo sicuro e consapevole, ma la nuova normativa sta introducendo una complessità inaspettata. Gli istruttori si trovano a dover gestire un paradosso: mentre cercano di insegnare l'uso corretto di tutte le marce, comprese la quarta e la quinta, devono anche assicurarsi che gli allievi non superino il limite di velocità imposto. Questo equilibrio, tra educazione e rispetto delle regole, si sta rivelando più complesso del previsto. Quali sono le soluzioni trovate dalle scuole guida?

Bologna diventa 'zona 30', scuole guida sul piede di guerra: "Dove siamo costretti a fare le esercitazioni di guida"
Il limite di 30 km/h a Bologna è entrato in vigore il 16 gennaio 2024

Scuole guida e zona 30: a Bologna cambia tutto

A esprimere perplessità sulla zona 30 a Bologna a nome di tutte le scuole guida cittadine è stato Luigi Patera, coordinatore regionale Confarca Autoscuole. Ai microfoni di Ètv rete 7, Luigi ha spiegato che le scuole guide devono cambiare approccio con zona 30. Infatti, per consentire ai futuri autisti di esercitarsi con tutte le sfaccettature della guida, devono trascorrere meno tempo in zone urbane ed effettuare più spostamenti fuori città. Solo qui, infatti, non c'è il limite di 30 km/h.

Luigi si è spinto oltre e ha messo in discussione l'efficacia stessa della zona 30. La sua esperienza lo porta a credere che strade importanti come la via Emilia non possano essere limitate a 30 km/h. Sottolineano l'importanza di distinguere tra le strade di quartiere, dove il limite di 30 km/h è più appropriato, e le arterie principali, dove un limite di 50 km/h sarebbe più sensato. Questa sarebbe la proposta di Luigi qualora l'amministrazione comunale volesse aprire un tavolo sul tema. Secondo Luigi, inoltre, per ridurre gli incidenti bisogna ispirarsi a esempi positivi come la città di Cattolica in Romagna, dove tutti gli incroci sono stati trasformati in rotatorie.

Educazione stradale e sicurezza: un equilibrio complesso

"Da sempre insegniamo ai ragazzi a guidare a 50 km/h, se questo non funziona, significa che abbiamo perso tutti", ha affermato Luigi amareggiato. Queste parole sintetizzano la frustrazione e la sfida che le scuole guida stanno affrontando in questo nuovo contesto. La zona 30 non è solo una questione di limiti di velocità, ma una vera e propria riflessione sulla natura dell'educazione stradale e sulla sicurezza in città. E voi, cosa ne pensate di tutta questa storia?

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