Puglia: "Ho fatto un colloquio per lavorare in un bar: quanto mi ha offerto al mese il titolare. Si può vivere così?"

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Puglia, colloquio al bar: cameriere racconta la sua ultima avventura nel mondo del lavoro. Il titolare gli offre una paga davvero misera 
Vi abbiamo raccontato spesso della difficoltà di tanti gestori di locali e ristoranti di reperire personale per la propria attività. In tanti danno la colpa al personale: troppo esigente, troppo accomodante, abituato al reddito di cittadinanza. Ma le cose stanno realmente così? Vale la pena leggere la testimonianza di un giovane che sui social ha raccontato la sua esperienza con il titolare di un bar presso cui aveva fatto domanda per lavorare.
Uno sfogo a cui davvero non bisogna aggiungere altro.

Puglia, colloquio al bar: cameriere si sfoga sui social. "La paga che mi ha offerto il datore di lavoro"

Di seguito, il post pubblicato dal giovane, di cui non riportiamo il nome, a tutela della sua privacy.
"Ieri, ennesima opportunità di lavoro in un bar dal lunedì al sabato, in settimana dal lunedì al venerdì, con orario 12/19.30 e il sabato "meno", a detta del titolare. Subito dopo, mi ha chiesto se avessi esperienze o altro, e quanti anni avessi. Per poi rifilarmi la proposta del secolo: 500 euro mensili". Fermiamo un momento il racconto per ragionare su questa cifra: cinquecento euro. Sei giorni su sette, 7 ore e mezzo di lavoro (diciamo anche 8), per una paga davvero misera. Lasciamo la parola al giovane aspirante cameriere, che espone i suoi calcoli.

"Con 500 euro si fa la fame, e il bar è in centro, a 20 km di distanza (non troppo), se dovessi calcolare benzina e ticket per il parcheggio, arriverei a spendere, in una giornata, 11 euro al giorno. Che alla settimana sono (11x6) 66 euro, e che di conseguenza al mese saranno 264 euro. Ora, mi chiedo: ma quando offrite questi stipendi, vi rendete conto che anche noi abbiamo una vita? E che andare a lavorare al giorno d'oggi ha un costo? Una persona potrebbe mai vivere lavorando 6 giorni su 7, con un ricavo di 250 euro?". Una domanda chiaramente retorica.

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Il giovane ha anche pensato a soluzioni alternative, come quelle dei mezzi di trasporto. "Potrei adeguarmi con treni o pullman, ma purtroppo qui da me non passano mai i pullman, e farei ritardo. Cosa constatata anche con lavori precedenti, dove il titolare si lamentava del mio ritardo, e dovevo sentirmi dire che se il pullman faceva ritardo dovevo prenderlo almeno 2 ore prima dell'orario di lavoro. Ovviamente, anche quello con una paga da fame".